Oasi delle farfalle. Museo sensoriale vivente
Presentato in Comune, martedì 02 feb ‘10, alla presenza di Maurizio Cadeo (Assessore all’Arredo, Decoro Urbano e Verde del Comune di Milano), Patricia Kieran, (ideatrice dell’“Oasi delle Farfalle” e Presidente dell’Associazione Cometa Onlus – Divulgazione Scientifica), Francesco Barbieri (Entomologo e Direttore Scientifico dell’Associazione Cometa Onlus – Divulgazione Scientifica) e Francesca Murialdo (Studiometrico - Responsabile progetto architettonico), il progetto architettonico.
Una struttura unica nel suo genere a livello europeo, un’attrazione naturalistica di alto profilo scientifico che costituirà il nuovo “parco nel parco” di Milano.
“L’Oasi delle Farfalle – spiega Patricia Kieran – nasce dal desiderio di realizzare a Milano un luogo unico, per conoscere e ammirare le meraviglie della natura, per entusiasmare ed educare i bambini, per promuovere una nuova coscienza di attenzione verso l’ambiente”.
“Il progetto architettonico pensato da Francesca Murialdo di Studiometrico – continua Kieran – dona una forma unica e perciò assolutamente da vedere, vivere e gustare nel convincimento che uno spazio così, un Paradiso Tropicale nel cuore dei Giardini Montanelli, rappresenta uno straordinario patrimonio naturalistico e turistico a disposizione della città”.
Sulla scia del successo della sua prima versione si chiamerà ancora “Oasi delle Farfalle”, troverà sede nello stesso luogo: i “Giardini Indro Montanelli” di Porta Venezia ma sarà molto più bella e più grande e rappresenterà il primo “Museo Sensoriale Vivente” di Milano.
Sarà inaugurata per la prossima estate e costituirà un centro di educazione ambientale per affascinare in primo luogo i più piccoli con percorsi espositivi in cui i visitatori potranno esplorare una natura sconosciuta, ammirare centinaia di specie di farfalle in volo, avvicinare ambienti ed esemplari tropicali, scoprire le diverse e complesse forme di comunicazione sviluppate da animali e piante per amare, difendersi o sopravvivere. Ma anche un’“Oasi” dove trovar pace nel cuore della metropoli, un luogo dove organizzare un meeting di lavoro o ritrovarsi e riconciliarsi con la bellezza e i profumi della natura.
L’“Oasi delle Farfalle” sarà una struttura temporanea su uno spazio in concessione per nove anni; il progetto garantisce la sua completa reversibilità per la conservazione di tutti gli elementi pre-esistenti. Nasce infatti dall’analisi del contesto: lo spazio individuato per la costruzione del nuovo padiglione, tra il Museo di Storia Naturale e il Planetario, è quello di un area occupata da una aiuola ellittica e da 33 aceri.
La necessità di preservare ogni dettaglio dello stato di fatto e, al contempo garantire sia la sicurezza statica che l’efficienza tecnologica della struttura, dovendo conciliare i vincoli fisici con l’esigenza di avere una superficie d’uso di circa mq. 700, ha generato l’idea-stratagemma della costruzione di una pedana in legno, sulla quale appoggiare il padiglione.
Questa soluzione tecnico-formale, riesce a conciliare bene le diverse esigenze: quelle strutturali garantite da una sorta di fondazione fuori terra, in appoggio al terreno, opportunamente protetta e mascherata dalla pedana; l’aspetto dell’infrastrutturazione tecnologica (acqua, scarichi, distribuzione elettrica…) che, viaggiando sotto la pedana, come in una sorta di pavimento galleggiante, riduce al minimo l’impatto sullo stato dei luoghi.
Funzionalmente, la pedana diventa anche una zona di mediazione tra il dentro ed il fuori, tra la zona conclusa dell’Oasi delle Farfalle ed il resto del parco, diventando spazio attrezzato a disposizione di tutti, proprio in nome di quella permeabilità che ha costituito uno degli obiettivi del progetto.
Dal punto di vista formale, la pedana ricalca il tracciato dell’aiuola ellittica, raccordandosi con la quota del parco attraverso elementi di collegamento (rampe, gradini) e spazi per soggiornare (gradone-seduta e balcone) che aiutano alla percezione del suo volume come strettamente connesso alla superficie del parco. Con la stessa filosofia progettuale, è emersa la soluzione formale del padiglione che, semplicemente, si è appropriato dello spazio residuo lasciato tra gli alberi.
Realizzata con materiali riciclabili – in particolare acciaio e legno – la nuova “Oasi delle Farfalle” si configurerà dunque come un “parco nel parco”, con i 33 aceri esistenti a far da cornice alla struttura che occuperà una superficie complessiva lorda di 1.680 mq.
Particolare attenzione è stata dedicata alla valutazione per l’efficienza energetica del padiglione (le caratteristiche dell’ambiente interno, che devono garantire una temperatura costante di 28°C, 24 ore al giorno sia d’estate che d’inverno, con l’80% di umidità, dettano vincoli ben precisi nell’uso dei materiali e delle tecnologie), per la quale si sta portando avanti una collaborazione con il Dipartimento di Energia del Politecnico di Milano.
Il giardino tropicale o serra sarà ospitato all’interno della parte più ampia dell’edificio; in un ambiente climatizzato verranno ricreati i più peculiari e ricchi ambienti naturali del pianeta: le foreste pluviali tropicali. Queste vere e proprie giungle, ospiteranno esemplari di farfalle tropicali appartenenti a centinaia di specie differenti, libere di volare. Oltre alle farfalle saranno ospitate, naturalmente, rare specie botaniche e altri particolari animali che trasformeranno la biologia in un avvincente racconto.
Il nuovo progetto, ideato da Patricia Kieran da sempre impegnata sui temi della salvaguardia ambientale e della qualità della vita, porta la firma di Francesca Murialdo, architetto di Studiometrico che da anni collabora con il Politecnico di Milano.
L’iniziativa, realizzata con il Patrocinio e la collaborazione dell’Assessorato all’Arredo, Decoro Urbano e Verde del Comune di Milano, è promossa e interamente finanziata dall’Associazione Cometa Divulgazione Scientifica Onlus.
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JJ Max,
magari fosse un parere… Mi fanno proprio ribrezzo
Ovviamente farò un saltino a Palestro anche durante i lavori. Sono un curiosone
Sicuramente si. Neanche a me facevano impazzire, poi però, proprio in occasione di un servizio sull’oasi delle farfalle, ne ho scoperte alcune dai colori meravigliosi. La leggiadria della vita..un istante dalle connotazioni soggettive. Sei sempre in tempo per cambiar parere.
Trovo che sia un’ottima cosa, peccato che io odi le farfalle…