Ortensia Visconti, reporter di guerra e scrittrice, intervistata per Dreamers
luglio 11, 2009 in Dillinger Video da Dillinger
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Dillinger incontra Ortensia Visconti, reporter di guerra e scrittrice. Dal 2000 Ortensia ha raccontato, in articoli e immagini, l’Algeria, la Palestina, l’Afghanistan, il Pakistan e l’Iraq, come corrispondente per il Washington Post, La Repubblica, Il Messaggero e la 7.
Nel 2004 ha pubblicato il suo primo romanzo, “Stregonesco“, con Fazi Editore, e nel 2008 “Fidelity“, documentario su una Cuba senza Castro, fatto con Alessandra Magnaghi, ha aperto il London International Documentary Film Festival.
Le abbiamo chiesto cos’è la guerra e cosa detesta dell’Italia, ci ha raccontato come ha preso il suo primo assignement (in Palestina) e di come abbia cominciato a scrivere. Quando le abbiamo chiesto il suo motto ci ha risposto in spagnolo: “lo que no mata, cura”. Quello che non uccide, cura.
Dillinger la ringrazia per la sua disponibilità, ma soprattutto per il suo coraggio (e non solo in guerra).
- Intervista di Michel Martone
Video di Alessandra Magnaghi
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“Pensare e fare, perchè di mezzo c’è solo la paura e quella lì è solo una cazzata”
beh vero un generazione impaurita ma gli strumenti non mancano. l’educazione dovrebbe avere suo fine precipuo liberare le nuove leve dal senso di impotenza.
è un male che affligge terribilmente il nostro paese.
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Siamo “una generazione nel mezzo di quindi in bilico”.
Dobbiamo appropriarci del nostro spazio, lottare per costruire ciò che sarà il nostro futuro… Sono sicura che lo pensiamo tutti. Adesso cominciamo a farlo. Ho sentito dire che la paura (di fare) è una cazzata, chi lo diceva si è andata a cercare il proprio assignment salendo su un aereo e mettendosi in gioco. Mi sembra un modello più che valido…
Aggiungo che Fidelity è fantastico.
Le foto sono impressionanti, non posso che mettere il link per far capire cosa intendo: http://www.dillinger.it/embedded-1258.html
Grazie per l’intervista, questa giornata comincia carica.
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Invidio la leggerezza con la quale questa donna ha preso un biglietto per Israele ed è andata a cercare il suo futuro, direi che è proprio quello che manca a molti di noi giovani.
Cara Ortensia lei è un esempio (ma forse più una speranza) per tutti quelli che, come me, vivono ancora nel torpore della loro realtà metropolitana senza riuscire a percepire quale sarà veramente il loro destino, perché forse non hanno ancora capito che il destino è un qualcosa che va costruito con le proprie mani..
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Questi dreamers hanno uno stile prorpio, un ritmo speciale, sono montati da paura! bravi di dillinger.
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“La paura è la peggiore consigliera”; è solo una cazzata che ti impedisce di concretizzare il pensare in fare! Bella intervista, davvero!
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Orto, sei la numero uno!
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si vedono i sogni negli occhi. molto bello.
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Gran bella intervista. Una sognatrice che vuole fare e non solo pensare, per non aver paura della pura stessa. Un ottimo esempio.
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Bella intervista e bella persona.
Poco formale e molto “concreta”.
Grazie!
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alcuni di noi già l’hanno conosciuta con le sue foto,ma sentirla parlare…ancora meglio!!!davvero tosta..bellissima intervista
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Una parte di nitroglicerina, due di tritolo, due di dinamite, una di acqua di fiori di gelsomino, agitate bene e otterrete la mitica Ortensia..
L.
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mi piace questa ragazza, è in gamba proprio!!!
un saluto a tutti
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La paura è una “cazzata”… Meraviglioso!!!
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Diretta e con grande personalità ! Grazie dillinger per averla intervistata !
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è bello quello che dici, sei sincera e la sincerità paga, fare le cose con cuore, con sentimento e non con testa e razionalità a volte è una strategia vincente.
Hai detto che sei stata fortunata, no hai detto proprio che hai avuto culo, io non penso, io penso che se uno le cose le vuole, le cerca e ce la mette tutta, non è avere culo andare in aeroporto, prendere il primo volo per israele e partire, non è culo andare in mezzo alla guerra, in mezzo alla violenza…
Ti ho conosciuto l’anno scorso alla luiss per il documentario fidelity e sei una grande.
Tu fai i complimenti a noi di dillinger, no Complimenti a te
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