Outsider Comic – Teorema dello Stagismo

di - 2 maggio 2010

Tempo di compleanni.

Ha iniziato la Raf, a fare 25 anni il 16 aprile. Saresti andata a festeggiare, se non fosse che lavoravi al Salone Internazionale della Salsiccia, che ha inghiottito te e Milano per cinque interminabili giorni.

La Raf t’ha detto che i 25 li sente tanto, che sono il giro di boa verso i 30 e i 30 sono il punto di non ritorno, l’apogeo della vita, il culmine a cui segue la metà discendente della parabola esistenziale. Allora le hai detto che dovrà minuziosamente parlarti di questa sensazione, in modo che tu possa godere al massimo dei tuoi prossimi 6 mesi da 24enne.

Poi è venuto il turno della Deb, 25 pure lei. Bisogna ammettere che alla Raf e alla Deb (rispettivamente precarie in Milan and Rome) c’è sempre stato piuttosto sul culo il fatto che tu fossi di novembre, non fosse altro perché ogni santa estate, quando conoscevate qualche raffinatissimo giovane dotato di camicia aperta fino all’ombelico+anello al pollice+pantalone bianco+nike air da 180 cavalli con servosterzo, al momento di rivelare l’età, tu venivi posseduta dallo spirito di Nabokov, trasformandoti in una smorfiosissima Lolita dei due mari. “Quanti anni avete?” – “17” – “17” – “16 & sbattimento di ciglia”.

La Raf e la Deb ti odiavano, forse avevano ragione, e ti correggevano “17, ne hai 17!” “Eh no, belle mie”.  Ci sarà pure qualche vantaggio, a parte essere il segno più erotico dello zodiaco, ad esser nati in un mese di merda come novembre, no?

Dettagli a parte, in questo marasma di compleanni, anche Ciarli ha fatto il suo.

Ciarli è la coinquilina di Amnesia. Amnesia è l’amica palermitana conosciuta a Milano.

Mercoledì, dopo il lavoro, ti sei trascinata in Duomo dove hai incontrato Amnesia e una sua ex collega, Giorgia, che dopo un anno di stage nell’agenzia di Amnesia è finita a fare la stagista da un’altra parte, guadagnando pure 100 € in meno. Variare è importante e questo si sa.

Giorgia fa la stagista a 29 anni ed è talmente bassa e bionda, che non l’avresti detto mai, che è una trentenne.

Vi vedete per andare a comprare il regalo a Ciarli. Ci vuole un’immensa forza di volontà per fare shopping in centro dopo il lavoro e per recarsi, successivamente, ad un aperitivo in zona colonne, parlando delle nuove frontiere di rapporto che Amnesia sta sperimentando con il suo “cuzzolo”, che dovrebbe stare per “cucciolo”, che di solito è una parola che Amnesia miagola al telefono quando Cuzzolo la chiama.

Nei periodi di crisi si opta per regali utili, si sa, come direbbero al Tg2 Costume e Società, se non fosse che i tiggì amano fingere che siamo tutti ricchi e felici. E Ciarli, come tutte noi, ha bisogno di vestiti perché la cosa più entusiasmante dell’essere stagisti nel mondo del marketing e delle PR è che guadagni una miseria ma devi riuscire, affinando tecniche illusionistiche, ad essere figa e con un guardaroba di tutto rispetto. E poi sei sempre esagerata. Non è vero che si guadagna una miseria. Ciò che guadagni, per esempio, è perfettamente sufficiente a soddisfare i bisogni di una colonia di formiche rosse dei boschi. Solo che per via di una matrice eco-biologica mal riuscita, senza l’aiuto di Cronenberg, nell’intersezione tra retribuzione etologica ed evoluzione delle specie, tu sei un essere umano ultraventenne che guadagna molto meno di 1000 briciole al mese e chissà dove, in questo mondo, esiste una colonia di formiche rosse dei boschi che se la spassa in piscine di Veuve Clicquot.

Per Ciarli un paio di ballerine e una maglietta da Zara “so young!”, da parte tua, di Amnesia e di Cuzzolo, sono il non-regalo perfetto, per un non-compleanno, in cui si non-compiono non-27 anni. Ciarli, per l’appunto, non vuole festeggiare, non vuole che le vengano fatti gli auguri, non vuole neanche trovarsi in quel classico mood da compleanno, maledettamente vaginale, in cui fai un bilancio della tua vita per scoprire che a non-27 anni il tuo secondo stage volge al termine ed esiste il ragionevolissimo rischio che ti propongano altri 6 mesi a 300 euro o poco più. Non vuole dire che ha non-27 anni, un non-fidanzato e un non-lavoro. Non vuole nemmeno porsi degli obiettivi, che quella è un’altra prassi feroce, che poi se l’obiettivo lo manchi l’anno dopo Federica Sciarelli racconta la tua non-storia a “Chi non l’ha visto?” su non-Raitre.

Però tu senti di poter dare 2 consigli a Ciarli, sulla cui saggezza ovviamente non garantisci, ma dal basso dei tuoi 24 anni, di cui a tratti ti senti colpevole, non vuoi tacere. In primis, le dici di pensare a chi sta peggio di lei, che è esattamente il contrario di ciò che ti insegnano i genitori quando sei a scuola, ovvero che bisogna guardare chi è più bravo, non chi è ciuccio, che poi i genitori s’inventano di quelle amenità, tipo che se non sei bravo ti mettono le orecchie da somaro e ti umiliano davanti a un oceano di microbi indemoniati di 6 anni. E, in secondo luogo, le dici che è plausibile aspettarsi che tra 1 anno lei abbia un contratto di NON-STAGE.

Ma Amnesia non condivide e dopo aver fatto innumerevoli colloqui sembra aver perso quanto meno l’ottimismo. In buona sostanza la possibilità di conquistare la mitologica dignità professionale è:

Dove:

n = numero di curricula inviati

x = contenuto del curriculum vitae

p = possibilità di trovare un impiego che non violi i diritti civili con una laurea di radice umanistica

Con p che tende a zero, la possibilità di trovare il proprio spazio nel sistema lavorativo tende allo stagismo infinito. Di stage, in stage, in progetti pagati quanto stage, in truffe formative, in flessibilità paralizzante, come un’interminabile fase di stretching professionale, senza poter mai abbandonare la panchina delle riserve.

E provando a moltiplicare il tutto per il coefficiente di accelerazione gravitazionale terrestre o per p (che non c’entra nulla però rende testimonianza dei 5 anni sprecati in un liceo scientifico) il risultato tende a conservarsi inalterato.

Qualcosa del tipo: prendi uno stagista, trattalo male, lascia che muoia di fame, non farti vivo e quando lo sfrutti fallo come fosse un favore.

In queste occasioni ti torna in mente una serata di qualche anno fa. Una serata qualsiasi, eri stesa sul divano e ascoltavi Frank Zappa. Non hai idea di quale album fosse, probabilmente Hot Rats ma non ci giureresti 2 tiri di sigaretta. La luce intorno, nella stanza, era violacea e livida ed effettivamente dubiti si trattasse di Hot Rats, però sai che si trattava di Frank Zappa, che sarebbe quello con la minchia tanta, quello che se c’hai il poster dove è seduto sul cesso in piena defecazione, ti senti un gran fico.

Il tuo interlocutore, che non era per nulla incline alle domande minimamente introspettive, stranamente ti chiese cosa ti spaventasse, cosa in generale, tragedie a parte, ti facesse più paura. E tu gli rispondesti “Invecchiare”, che era una risposta troppo avanti, al tempo in cui l’hai detta. Ma che, in questo momento, è più in auge che mai. E invecchiare non vuol dire confrontarsi con l’annosa vicenda delle rughe e della cellulite, che comunque già ci sono, anche se fingi che non sia così. Invecchiare vuol dire rischiare di non raggiungere i propri obiettivi. Vuol dire che quando sei piccolo puoi sognare di fare qualsiasi cosa e puoi crederci sul serio. Hai tutte le possibilità del mondo e anche se non ce le hai, sei convinto di averle. Gli affetti sono onnipresenti e scontati e nessun errore sembra poi così grave perché c’è sempre il tempo per riparare. Crescendo le cose non fatte aumentano e iniziano a comparire anche quelle che non farai mai più, tipo l’erasmus in Spagna. E cosa succede se, per esempio, entro 10-15 anni non ingrassi di 10 kg per sfornare un piccolo essere cagoso che ti assomigli? Se non sei soddisfatta professionalmente? Cosa succede se in tutta la vita non riesci a scrivere e pubblicare nulla di decente? In questi casi, per rilassarti, pensi a chi sta peggio di te, proprio come hai consigliato a Ciarli, che sarà certamente poco etico e un po’ deprecabile, però è efficace.

E poi, in silenzio, ti ripeti quello che hai e quello che hai fatto finora. E senti forte dentro te ciò che desideri e ti dici che hai ancora la possibilità di ottenerlo. E stai meglio.

Accendi una Camel Light 100′s e chiami la Metà di Melinda che, a tal proposito, è ben 8 anni più vecchia. Vuoi mettere.

Nel frattempo però, per cautelarti, ti stai impratichendo con un’attività che si preannuncia potenzialmente la più redditizia di tutte quelle finora intraprese: il poker. Sei completamente rapita dall’azzardo virtuale e hai un rito propiziatorio pluricollaudato: una Beck’s da sorseggiare e Play with fire dei Rolling Stones che va in loop.

Altrimenti perdi.

E la verità è che, al massimo in un paio d’anni, finirai al gabbio per gestione di una bisca clandestina.

Buon compleanno e felice precarietà a tutte le tue amiche.

Per chi nell’incertezza cresce. Per chi sa sorridere, in ogni caso.

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  1. con il nuovo Dillinger mi sei diventata anche Matematica????

    il teorema dello stagismo è eccezionale…roba da sistemi dominanti…Nash sarebbe orgoglioso di te…e a pensarci bene anche gli omini che popolano la testa di Nash sarebbero orgogliosi di te!

  2. Per completare il quadro oggi c’ho dolore alla cervicale…preparati anche a questo per i 25! Detto ciò il nostro professore di matematica sarebbe molto orgoglioso di te per il richiamo al limite.

  3. Federica cilli ( 4 maggio 2010 alle 18:46)

    Questa maledetta paura di invecchiare… mi piace la teoria di pensare a chi sta peggio!!! Tu Marlene non avrai problemi a pubblicare qualcosa di decente, bravaaa!!!

  4. Chiara (aula3, penultima fila, secondo posto da dx) ;) ( 4 maggio 2010 alle 21:33)

    Brava Marene, brava! Mi rincuora leggerti, perchè allora siamo in tante con gli stessi pensieri. Un abbraccio

  5. Io sono arrivato alle tue stesse conclusioni, e per me la soluzione è stata darmi a una vita dissoluta e decadente e stordirmi di alcool e droghe crogiolandomi nel mio nichilismo. E prendermi un gatto.

  6. marlene stavolta oltre a complimentarmi per la tua solita arguzia, ti confesso che io 25 anni li ho compiuti già, sono di gennaio. E penso esattamente che non voglio invecchiare senza aver fatto tutto quello in cui sto (ancora) credendo, posto che, come scrivi, le rughe ci sono già, ma si ignorano. Mi chiedo come saremo noi, generazione di stagisti (e praticanti) non pagati o “simbolicamente retribuiti”, quando saremo nei panni dell’ AD della superagenziastrafiga in centro.

  7. GianMarco Lettieri ( 5 maggio 2010 alle 19:06)

    CA-PO-LA-VO-RO!

  8. leggendo le tue parole mi è venuto un nodo alla gola, sarcastica e realista affermi le situazioni di chi sta facendo di tutto per cambiare il suo mondo, costretto o meno. Stagista , quasi senza che vi fosse un’uscita. Sono sempre stata la più piccola della classe e data la mia altezza e fisicità sin dai 13 anni scambiata per ventenne… sembrava descrivessi me che con grande orgoglio sottolineavo l’esser inaspettatamente più piccola delle altre… che flash nel passato! bravissima!

  9. Marco Notari ( 5 maggio 2010 alle 22:48)

    complimenti…e credo anch’io che non avrai problemi a pubblicare…!

  10. @Mr.S: sono così profondamente demente in fatto di numeri che il mio prof del liceo potrebbe commuoversi per la formula :) ti ringrazio, come sempre
    @Antonio: favolosi voi, con questo nuovo dillinger! ;)
    @Raf: dolori a parte, sì, il nostro prof non mi riconoscerebbe!
    @Federica: ma grazie! ma speriamo di farcela prima o poi (a pubblicare qualcosa di decente)
    @Chiara: certo che siamo in tante! ben trovata socia :)
    @Simone: sei sempre stato un guru…
    @Lina: ma la domanda è “ci saremo mai, noi, nei panni dell’AD? dovrei tatuarmi addosso qualcosa come “non sfruttare i ragazzi”, così per non dimenticare mai di quale prassi vile si tratti e a quale rancore karmico si vada incontro :) un bacio
    @Gianmarco: :) ho sorriso un sacco. grazie.
    @arifuffi: grazie mille cara e complimenti per il nick!
    @Marco: notari, che dirle, un post non è un post senza di lei!
    @michel: come sempre lusingata

    Buon weekend a tutti,
    un abbraccio
    Marlene

  11. Laura Sanniola ( 8 maggio 2010 alle 10:40)

    Ogni volta che leggo i tuoi articoli rido tantissimo e mi diverto. Finiti di leggere,però, mi sento triste e penso al futuro. Ho 21 anni e proprio in questi giorni mi trovo a dover affrontare scelte importanti come quella riguardante la mia laurea magistrale; leggo i tuoi articoli e mi dico: finiremo tutti come stagisti sfruttati?Mi guardo intorno e mi dico: la situazione è tragica!…. che fare? …
    Credo che tutti nel nostro piccolo cerchiamo di nascondere un certo senso di “disperazione”, cercando di farci “ingannare” da parole benevole dei nostri amici e della nostra coscienza. Ma alla fine si è sempre lì, il futuro non si conosce, la parola “certezza” è lontana anni luce dalla nostra situazione di precari. E così, almeno io, vado avanti.. provando a non pensarci..
    Brava Marlene, bell’articolo!

  12. Grazie Laura!
    Scusa se ti rispondo con tutto questo ritardo ma in questi giorni sono all’apice dello sfruttamento (subito, ovviamente).
    Ti ringrazio, per l’appunto, per il tuo commento (per me è sempre un piacere sapere di far sorridere e di far riflettere…che personcina impegnata) ma per quanto riguarda il tuo futuro avrei un duplice consiglio:
    1. fai pure la magistrale, goditi l’università, la libertà, il cazzeggio, goditi quando lo “stress” è preparare un esame e studiare insieme con le amiche…goditi tutto questo e, se puoi, vai pure fuori corso
    2. (siamo un po’ più seri) Se senti che la magistrale possa completare il tuo percorso, esserti utile (dipende dalla facoltà) falla pure. Con la massima consapevolezza. Personalmente ritengo che l’università sia sopravvalutata e mostruosamente inflazionata. I soldi e il tempo persi in formazione sono tempo sostanzialmente perso, possono darti cultura (forse) e una buona forma mentis (forse) ma, all’ingresso nel mondo del lavoro, sei per lo più niente. E, salvo rare eccezioni, vai incontro allo sfruttamento. Pare la chiamino “gavetta”. Per me ci marciano un sacco su, ad ogni modo questa è la tendenza “tragica” come dici tu. Ti dico, però, che credo fermamente (e se smettessi di crederlo non mi sveglierei più la mattina) che chi ha delle capacità, possa raggiungere i propri obiettivi, e che questa sia solo una fase di ingresso, di rodaggio etc. etc. Credo che dobbiamo imparare i loro strumenti per sbatterli fuori da un sistema obsoleto, sfruttando tutto ciò che abbiamo dalla nostra: gioventù, dimestichezza con il web, creatività e voglia di fare…ammesso che la tv italiana a cui siamo stati sovraesposti non ci abbia rovinati del tutto.

    Dopo averti detto questa valanga di stronzate, se hai bisogno di qualche consiglio, perfettamente parziale, scrivimi pure! Mi stai quasi ispirando il desiderio di scrivere un post in risposta…:) – che sono logorroica l’ho scritto nella presentazione mi pare -
    A presto
    Marlene

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