Palermo: mal Comune, mezzo gaudio

settembre 30, 2009 in Denunce da Pietro Maria Sabella

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diegocammarataStanno facendo il giro d’Italia le ultime notizie sugli sprechi del comune di Palermo e sull’assunzione di persone che sembrerebbero non svolgere alcuna effettiva attività all’interno dell’amministrazione.

L’inchiesta, portata avanti dalla Procura di Palermo, e divenuta nota con il servizio del 21 Settembre di Striscia la notizia, ha fatto venire fuori scottanti rivelazioni su di un dipendente della Gesip, società di servizi del comune, che anziché essere occupato dai doveri derivanti dal suo impiego, trascorrerebbe la giornata come skipper sulla barca del sindaco Cammarata.

Secondo il servizio, inoltre, il marinaio dipendente della Gesip, si occuperebbe anche di noleggiare lo yatch del sindaco, incassando in nero direttamente le somme che vengono poi versate a quest’ultimo.

L’inchiesta della Procura verteva già sui presunti abusi di ufficio che riguardano la Gesip, anche se le indagini non hanno investito direttamente né Cammarata né il dipendente Franco Alioto.

Il sindaco si difende, dichiarando che la sua imbarcazione è intestata ai figli e che il signor Alioto era sì chiamato per la manutenzione e la pulizia della stessa, ma al di fuori del normale orario di lavoro. “Non intendo permettere che si abusi della mia buona fede anche per il ruolo che rivesto: per questo ho chiesto a Gesip di accertare con prontezza e rapidità lo stato di servizio del signor Alioto. Quanto all’utilizzo della barca il signor Alioto non poteva né avrebbe dovuto ipotizzare di poterne avere arbitrio: la circostanza dell’affitto, così come da questi dichiarato a Striscia la notizia, non si è mai verificata perché quando ci è stata comunicata la proposta del noleggio dell’imbarcazione è stato intimato al signor Alioto di restituire la caparra e di chiarire che non c’era alcuna disponibilità al noleggio. Ho chiesto al signor Alioto l’immediata interruzione di ogni tipo di collaborazione”.

L’opposizione chiede le dimissioni del sindaco mentre la seduta del consiglio comunale, che si sarebbe dovuta occupare della questione, è stata rinviata.

Tutto ciò accade in un momento di vera crisi non solo per il bilancio del comune di Palermo, ma per l’intero capoluogo siciliano.

Il comune ha persino ritirato i buoni libro per le scuole elementari e chiesto un contributo di 150 milioni di euro al governo centrale.

Creerebbe ancora più scompiglio l’accertamento dei fatti in questione. Soldi pubblici spesi per dipendenti assenti. Il buon funzionamento della pubblica amministrazione non dipende solamente dal buon lavoro condotto dai pubblici dipendenti, ma, come è possibile notare, dall’idea stessa di pubblica amministrazione che hanno i politici italiani. Tutto ciò alla luce dei disservizi e dei problemi dei cittadini di Palermo, aggravati per di più dai gravi danni causati ultimamente dalle violenti piogge che mettono in ginocchio il traffico cittadino privo delle strutture idonee a drenare e disperdere l’acqua piovana.

Palermo merita di più.

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