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Quarta Festa per Ciro Principessa Compagno della Certosa ucciso da mano fascista

di - 18 aprile 2012

Anche quest’anno il quartiere della Certosa a Roma, accanto a Torpignattara, si trasforma in un piccolo paese in festa per ricordare l’amico e compagno Ciro Principessa, ucciso da mano fascista il 19 aprile del 1979.

Sabato 21 aprile, dalle 11 alle 23, largo dei Savorgnan, nello storico quartiere di Villa Certosa, diventa ancora una volta
piazza Ciro Principessa

Una giornata di iniziative contro la violenza fascista e razzista, di ieri e di oggi, con:
Circomare in I vestiti nuovi del Presidente, uno spettacolo per le più piccine e i più piccini; il corteo musicale della Malamurga; la menestrella femminista Nicoletta Salvi e la sua musica popolare; la Roda di Capoeira di Quilombo Urbano; la pizzica della Cipparanza; la Titubanda con la sua musica in movimento; spettacoli di giocoleria; Dentro un ricordo_Ciro Principessa reading di Tamara Bartolini e Carmen Iovine; la musica dei Fori dal centro e quella degli Esplosione plastica; Canzone Clandestina, laboratorio teatrale permanente ex Snia di Michelangelo Ricci e Vania Borsetti; la musica folk rock degli Ucroniutopia.

Dalle 11 alle 16 1° Torneo SemiLampo di Scacchi, Trofeo Ciro Principessa.

Alle 18, il dibattito Conoscere per agire: cause e conseguenze sociali della crisi. Esiste un’alternativa alla ricetta Monti?
Intervengono: Giorgio Gattei, docente di Scienze Economiche all’Università di Bologna, Sergio Cararo, direttore di Contropiano, Pino Abate, Ferroviere Orsa, Giuseppe Carroccia, Ferroviere Usb, Maria Grazia Cascio, insegnante scuola Pisacane, Daniela Pitti, Usb Scuola Infanzia, Sandro Giuliani, Ferroviere licenziato per aver rispettato la sicurezza sul lavoro, Un Lavoratore della Fabbrica Rsi occupata a Casal Bertone e l’Assemblea delle Donne dei Consultori del sesto Distretto.

Partecipano:
Kollatino Underground, Comitato Acqua Pubblica VI Municipio, Comitato di Quartiere Pigneto-Prenestino, Orto Insorto, Ex Snia, Zona Rebelde.

Chi era il compagno Ciro Principessa
Secondo di otto fratelli, Ciro vive di espedienti. A 17 anni la prima condanna per furto. Subito dopo, il servizio militare: l’esercito lo spedisce a centinaia di chilometri da casa. Alla prima licenza, dopo quattro mesi, decide di non ripresentarsi: preferisce affrontare un processo militare ma tornare in famiglia, dare una mano a casa e restare tra gli amici. Dopo anni di condotta irreprensibile, Ciro si libera dei processi e trova lavoro in un bar: tempo pieno, guadagna poco, ma è contento. Nel ’76 si iscrive alla FGCI: se c’è un impegno, una scadenza, un appuntamento, lui c’è. La sezione del PCI di Torpignattara, all’inizio, la frequenta poco, poi comincia ad avvicinarla sempre di più e diventa il tenace promotore di un lavoro di convinzione, ragionamento, spiegazione. È spinto dal desiderio di cambiare le condizioni di vita della sua borgata, Villa Certosa, di riscattare il destino di ragazzi come lui, alla stessa maniera in cui lui ha saputo riscattare il suo. Spesso rimprovera i compagni: troppe assemblee, quello che fanno non è abbastanza. In seguito all’assassinio di Guido Rossa, esorta i compagni ad andare ai funerali. Molti di loro gli dicono che non possono e Ciro risponde: “Guido Rossa sarebbe qui, se qui avessero ammazzato un compagno”. E, subito dopo, parte per Genova.
Il 19 aprile del 1979, Claudio Minetti, figlioccio di Stefano Delle Chiaie, entrava nella biblioteca del PCI di Torpignattara, dove Ciro aveva cominciato a lavorare da poco. Veniva dalla sezione dell’MSI di Acca Larenzia, con sé aveva un coltello e non esitò a colpire a morte un ragazzo di 23 anni.

 

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