Racconto – Un ragazzo in smoking

marzo 15, 2010 in Narrativa, Racconti da Diego Mongardini

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Piove. L’umidità della giornata permea tutto il mio mondo. Ascolto Amy Winehouse e la sua voce mi porta lontano fino a smarrirmi. Apro la finestra e ascolto il temporale, il suo grido di vendetta, i lampi di collera e il profumo opaco delle piante. Chiudo gli occhi e invento, invento un mondo in cui la profondità non è un accessorio da sfoggiare, un mondo per cui si può combattere, invento un mondo più colorato in cui l’indifferenza viene spazzata via una volta per tutte, un mondo impossibile e fiero… Apro gli occhi e faccio un respiro profondo, come per incamerare tutta l’aria di questo pianeta, come per tenerla tutta per me: un ultimo abbraccio prima che le luci si spengano…
- Ehi, guardami, sono qui!
Un ragazzo in smoking e papillon mi urla dall’altra parte della strada, sotto la pioggia incessante.
- Chi sei?! Guarda che ti bagnerai tutto! Non hai un ombrello?
Il ragazzo sorride ma non fa una piega.
- So ballare sai?! Cosa vuoi che balli per te?
- Ma se non ti conosco nemmeno! Forza, vatti a riparare sotto un balcone!
Lo sconosciuto inizia a ballare un valzer, poi un tango, ridendo. Inizio a preoccuparmi.
- Ti prego, smettila! Ti verrà la febbre! Ora ti apro e ti do dei vestiti asciutti!
Il ragazzo si ferma.
- Cos’altro devo fare per attirare la tua attenzione?!
- Smetterla di stare sotto la pioggia, tanto per cominciare…
- Non posso, se mi metto al riparo tu poi non mi guarderai più!
- Ma che significa? Ti manca qualche rotella?!
- Magari… No, sono un personaggio di carta, che ha bisogno di essere notato per vivere!
- Ah, capisco!
- Finchè tu mi guarderai da quella finestra io vivrò…
- Ma non posso restare tutta la sera sul davanzale…
- Ti prego, non pretendo così tanto…
Annuisco. Lui sorride e ricomincia a ballare, a cantare canzoni dimenticate e a recitare versi strappati. Il ritmo della pioggia, ossessivo e vagabondo, m’ipnotizza. Mi addormento. Dopo un tempo indeterminato mi risveglio nel letto e fuori dalla finestra il ragazzo in smoking non c’è più: è scomparso, volato via, come tutti i personaggi di carta che non sopravvivono ai pensieri del mattino, troppo deludenti per essere notati…

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