Recensione – Lourdes. Tutti sogniamo un miracolo.

febbraio 16, 2010 in Cinema, Spiritualità da Daniele Urciuolo

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-Lourdes, il film “ateo” che piace alla Curia. Premiato dall’associazione degli agnostici ma anche dai cattolici. Paolo Foschini. Corriere della Sera “Milano”.

- “La bravura della Hausner sta nell’affrontare con stupefacente equilibrio temi corposi come la fede, lo scetticismo, la disabilità, la speranza, il destino.” Elisa Grando, Il Piccolo.

- Speranza a due facce. “Lourdes” di Jessica Hausner mette in evidenza chi vive la fede con sincerità e chi come pratica istituzionale. Al centro il miracolo. Il Cittadino.

Sono solo alcune delle recensioni sul Film Rivelazione della 66 Mostra del Cinema di Venezia “Lourdes“, uscito l’11 febbraio nelle sale. Il paradosso è che il film ha ricevuto sia il Premio Signis sia il Premio Brian. La regista, atea, ha vissuto un anno nella località francese situata nel cuore dei Pirenei per realizzare la sua opera.

Il film racconta di un pellegrinaggio al santuario vicino Massabielle, dove si trova la grotta dove la Madonna è apparsa a Bernadette Soubirous nel 1858:

Io scorsi una signora vestita di bianco. Indossava un abito bianco, un velo bianco, una cintura blu ed una rosa gialla sui piedi“.

Tutti sogniamo un miracolo. Da questa premessa nasce il film, che non vuole essere un documentario su Lourdes, nè un pretesto per mettere in evidenza le contraddizioni del miracolo. E’ un film dove una giovane donna sulla sedia a rotelle, Cristine, malata di SLA a placche, inspiegabilmente sembra guarire, ma i risvolti sono talmente tanti, e le difficoltà pure, e poi il finale a sorpresa, che non voglio anticipare, dico solo una cosa: Albano e Romina, chi lo vedrà capirà.

Nel film ci sono malati più o meno disperati, che ogni anno vanno a Lourdes, pregano, accendono ceri, fanno tutti i riti previsti dal pacchetto della visita, presenziano alle cerimonie, sperano di essere eletti come miglior pellegrino dell’anno e di ricevere il souvenir di plastica della Madonna, e, casomai, assieme alla statuina, il miracolo.

Ci sono i Cavalieri dell’Ordine di Malta che assistono i malati, li accompagnano a fare i bagni, alla grotta, a mensa, a letto.

Il primo interrogativo è sulla Fede. La regista si è chiesta se il mondo sia freddo e cupo, se gli uomini nascono per caso e muoiono per caso, o se, invece, c’è qualcosa di più profondo.

Avere fede significa credere che esista qualcosa che non si può spiegare e che supera i limiti della comprensione. I credenti lo chiamano Dio. La fede consente di accettare che i miracoli possano accadere, e questa è l’essenza della fede. Nel film il miracolo esiste: accade qualcosa di “miracoloso”, che però in seguito diventa abbastanza banale. Allora ci si rende conto che questo miracolo non racchiude necessariamente una morale o un senso…Che forse è soltanto un caso. E’ solo una tappa poichè nulla è scontato. Lourdes non è il racconto di una guarigione, ma piuttosto una scatola cinese, in cui le scatole si aprono una dopo l’altra senza mai arrivare al centro…” (Jessica Hausner).iphone 2 016

Il secondo interrogativo riguarda la natura del Miracolo e se il miracolo riguarda la guarigione dell’anima o del corpo, o di entrambi.

Martedì 9 febbraio, presso la Casa del Cinema di Roma, come titolare del Progetto Culturale Cinema alla Luiss, ho avuto l’opportunità di organizzare un’Anteprima Nazionale del film per cento fortunati studenti universitari, grazie a Cinecittà Luce e alla Università LUISS Guido Carli.

A seguito della proiezione c’è stato un interessante dibattito moderato da Mario Benedetto.

I relatori:

- Monsignor Samuele Sangalli (Sacerdote della Diocesi di Milano, Officiale della congregazione per i vescovi,casa del cinemascrittore e docente di Etica Economica alla Luiss)

- Roberto Cotroneo (giornalista, scrittore, critico letterario, condirettore della scuola di giornalismo della Luiss)

- Alberto Castelvecchi (Editore, talent scout, Web TV Luiss)

Sinceramente ero scettico, ma dopo la visione della pellicola ho capito perché è stato così tanto apprezzato dalla critica e secondo me merita di essere visto. Sono rimasto ammaliato dalla sceneggiatura. La regista ha disegnato uno Story Board per fissare i movimenti e definire le inquadrature. Gli attori hanno rispettato con rigore le richieste della regista. Lourdes non è davvero Lourdes. Il titolo, il santuario, la madonna, sono solo pretesti per riflettere sulla natura del miracolo. Il miracolo, sia fisico, sia interiore, e cioè dell’anima. Non si sa se c’è stato o no il miracolo. Secondo me si, ma sempre secondo me, per la regista no. E’ questa la particolarità del film, che da spazio a molteplici interpretazioni. Complimenti all’attrice protagonista che ha avuto coraggio di scommettere su se stessa, con un ruolo anche rischioso per la sua carriera. Voto 8

Questi alcuni dei giudizi degli studenti universitari che hanno visto il film in anteprima:

- Come in ogni film il voto dipende da 4 variabili:

a) La Storia: Voto 7. Il film si caratterizza per non avere UNA storia ma MOLTE storie che a loro modo si intrecciano,il tutto con quel filo conduttore che è il mistero(e l’aspettativa) del miracolo.Cosa che ho notato,non vi è un antagonista vero e proprio(se escludiamo “il male” come la malattina).

b) La Fotografia: Voto 7,5. Il ritmo volutamente rallentato delle varie vicende lascia spazio alle numerose metafore che l’ambiente e i personaggi suggeriscono in base ai loro pensieri e stati d’animo.

c) Gli Attori: Voto 8. Buona prova di tutti i personaggi con risalto particolare di Cristine, la ragazza “miracolata”.Molto metodo Stanislavskij secondo me.

d) Le Musiche: Voto 6,5. senza nulla togliere alla musica classica che adoro(bach e schubert superbi), forse variare un pochino i toni avrebbe fatto bene all’orecchio.

Voto complessivo: 7+ (Matteo Petrucci)

- Un film dal titolo Lourdes non può che essere un documentario sul luogo in cui i sofferenti vanno perchè sperano in un miracolo. Su quanto ci credano, non ci è lecito sapere.

Lourdes di Jessica Hausner è un film? Nei film i miracoli possono accadere, ma Lourdes è un film realistico. Vediamo lo sviluppo della storia di una ragazza, la sua metamorfosi da persona afflitta da sclerosi a persona sorridente e speranzosa. Come ha detto Cotroneo dopo la proiezione, Lourdes probabilmente non pretendeva essere un documentario e ancora più probabilmente, nessun miracolo è mai avvenuto nel corso del film.

Dopo un film esteticamente davvero delizioso, di cui non si può non apprezzare la fotografia e il tipo di riprese, nonchè la superba sceneggiatura, ci restano preziosi dubbi, che alla fine sembrano proprio essere il fulcro del lavoro: che significato ha Lourdes? Sono davvero mai successi miracoli? E che cosa sarebbero poi questi miracoli?

Il mio giudizio complessivo è molto positivo. Voto 4 su 5 (Laura Casuscelli)

- Una pellicola sul dolore, solitario ed egoistico, senza redenzione nè grazia. Una pellicola che si presta a mille interpretazioni, tutte plausibili, tutte in contraddizione fra loro. Un vento gelido in attesa di un miracolo scarno e anonimo. Una pellicola sulla religiosità, sulla non religiosità, su nessuna delle due. (Diego Mongardini)

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