Redemption song, una canzone da scolpire nella roccia

di - 14 marzo 2010

Ciò che amo dello scrivere di musica ‘giovane’ è che nel momento in cui decido per la stesura di un nuovo articolo ho a disposizione una quantità di materiali e argomenti di cui parlare praticamente inestinguibile. L’occasione, stavolta, mi viene fornita dall’ascolto di un disco di Joe Strummer & the Mescaleros dal titolo Corestreet (l’ultimo per l’ex frontman dei Clash, uscito nell’Ottobre del 2003, a distanza, cioè, di un anno, dopo la sua scomparsa). Non voglio, qui, parlare del CD dei Mescaleros, però, (lo farò magari prossimamente, dal momento che esso, a mio avviso, rientra nel novero di quelli che, per l’eccezionale qualità della musica che vi è incisa, ‘rimangono’).

Desidero invece spendere due parole su Redemption Song, canzone che figura tra le nove tracce del disco (si tratta di una cover veramente magnifica, sotto ogni punto di vista). Joe la interpreta facendosi accompagnare, tra l’altro, dalle tastiere di Rick Rubin, geniale produttore discografico statunitense.

Redemption song è il titolo di una celebre canzone di Bob Marley la cui versione originale, cantata dallo stesso musicista giamaicano, si trova nel disco Uprising, del 1980.

Il brano, considerato unicamente sotto l’aspetto musicale, ha la forma di una semplice e melodica ballata acustica ed è perciò lontano dal suono tipicamente elettrico del reggae di Marley; si tratta di una canzone scarna e ‘universale’ di vago sapore folk, quasi dylaniana. Le versioni di Strummer & Mescaleros e quella, recentissima, interpretata dalla cantante latino americana Rihanna non si discostano molto, quanto ad arrangiamento e melodia, dall’originale cantato da Marley. Quella di Rihanna, se si prende in esame il numero degli strumenti musicali impiegati nell’esecuzione del brano, è certo più corposa, ma né l’una né l’altra riescono a raggiungere l’intensità interpretativa ed emozionale di una ulteriore versione esistente della canzone, quella che preferisco in assoluto anche all’interpretazione originale di Bob Marley: è la cover che alla voce vede impegnato ancora Joe Strummer, ma stavolta in compagnia di Johnny Cash.

Per uno di quei casi della vita che nessuno può spiegare, Redemption Song è diventata una sorta di testamento spirituale sia per Bob Marley che per Joe Strummer: il brano, infatti, è incluso nell’ultimo lavoro discografico registrato da ognuno dei due artisti prima della morte (nel 1980 quella di Bob, nel 2002 quella di Joe).

Come forse già sapete, molto del valore complessivo della canzone è derivato a Redempion Song dalle splendide parole del testo che lanciano al mondo intero un messaggio di giustizia, pace e amore universale.

Ecco di seguito alcuni dei versi composti dal rastafariano Marley; è difficile rimanere insensibili ai concetti che vi sono esposti: quelle parole sono talmente dolci, chiare, dirette e incontrovertibili che non necessitano di commenti.

Emancipate yourselves from mental slavery/ None but ourselves can free our minds/ Have no fear for atomic energy/ ‘Cause none of them can stop the time/How long shall they kill our prophets/ While we stand aside and look? Ooh!/ Some say it’s just a part of it/We’ve got to fulfil the book.[…]

Won’t you help to sing/ These songs of freedom?/ ‘Cause all I ever had / Redemption songs / All I ever had/ Redemption songs / These songs of freedom / Songs of freedom.

 

Traduzione: Emancipatevi dalla schiavitù mentale/ Nessuno può liberare le nostre menti se non noi stessi/ Non abbiate paura dell’energia atomica/ Perché nessuno di loro può fermare il tempo/ Per quanto tempo ancora uccideranno i nostri profeti/ mentre noi stiamo a guardare?/ Qualcuno dice: è solo una parte di tutto/ Dobbiamo mettere in pratica il libro/ […] Ci aiuterai a cantare/ Queste canzoni di libertà?/  Rappresentano ciò che ho sempre avuto/ Canzoni di Redenzione/ Ciò che ho sempre avuto/ Canzoni di Redenzione/ Queste canzoni di libertà/ Canzoni di libertà.

Giovanni Graziano Manca

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  1. Marco Notari ( 14 marzo 2010 alle 21:03)

    davvero un bel post ;)

    credo che Strummer e i Clash restino gli unici musicisti a considerare il punk uno stile, un approccio verso la società, e non un semplice genere musicale standard (il “trenote”). Non a caso il discorso viene portato avanti tramite esperienze musicali apparentemente diversissime tra loro. Un grande, con i fatti !

  2. Simona Scelfo ( 15 marzo 2010 alle 20:22)

    Adoro la versione di Marley, non conosco quella dei Clash e snobbo decismaente quella di Rihanna. Scusa GG ma una che prima canta Umbrella-ella-ella eh eh Under my umbrella eccetera non vedo proprio cosa centri con Bob Marley e Redemption Song.
    Detto questo mi informerò sulla versione dei Clash che mi ha incuriosito dopo la lettura del tuo articolo. :)

  3. Giovanni Graziano Manca ( 15 marzo 2010 alle 20:53)

    Cara Simona, concordo con te: la musica di Rihanna è per palati sicuramente diversi dal nostro. In effetti la versione di ‘Redemption song’ che questa cantante ha inciso solo recentemente (io l’ho scoperta praticamente per caso) è più leggera musicalmente anche se poi i contenuti rimangono. Ti suggerisco vivamente di ascoltare la versione di Joe Strummer & the Mescaleros (il disco si intitola ‘Corestreet’) e ancor di più quella dello stesso Strummer con Johnny Cash (la trovi su You Tube).
    Un abbraccio caloroso, Ciao!!

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