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Requisita cooperazione italiana in Liberia. Perché?

di - 24 giugno 2012

L’ennesimo scandalo della Cooperazione Italiana. Questa volta si tratta di un mega progetto di oltre 3 milioni di Euro in supporto della Facolta’ di Medicina dell’Universita’ della Liberia, che il Ministero degli Affari Esteri Italiano ha affidato all’Istituto Superiore di Sanita’ che a sua volta ha subappaltato ad una Fondazione per la Sicurezza in Sanita’ che ha due sede una a Roma (sede legale) e una ad Arezzo (sede amministrativa).

Come tanti subcontratti anche questo sembra terminato in un fallimento. Il Capo Progetto soggetto ad un mandato di arresto delle autorita’ Liberiane (successivamente ritirato dalla stesse autorita’), gli uffici e i beni di progetto requisiti, oltre 170.000 Euro di debiti.

L’articolo che riporto e’ a cura del collega Gianni Cirone su L’INDRO.

 

Fulvio Beltrami

Kampala Uganda

 

Requisita cooperazione italiana in Liberia. Perché?

 

A cura di Gianni Cirone 20 giugno 2012

http://www.lindro.it/Requisita-cooperazione-italiana-in,9119#.T-dCA8g0lsg

 

Liberia. Da poche ore, a Monrovia, tutti i beni di un progetto di cooperazione italiana sono stati requisiti: chiusi gli uffici, imposta la consegna delle chiavi alle autorità universitarie, scelta inevitabilmente condivisa dalle Autorità locali. Per un soffio – ma ancora non è ufficiale – il Capo Progetto sarebbe sfuggito all’arresto.
Chiamasi ‘cooperazione italiana allo sviluppo’. Sì, ma quale sviluppo?
A questa domanda, ora, è difficile rispondere. Più semplice, nonostante le contraddizioni, descrivere subito il contesto, i suoi protagonisti, compresi quelli meno nitidi, sfocati.

Il progetto si chiama “Potenziamento delle competenze formative del Dogliotti College of Medicine, è un progetto Iss-Mae e porta il n. 1309; per Iss s’intende ‘Istituto Superiore di Sanità’, mentre con Mae si indica il ‘Ministero degli Affari Esteri’. Partito ufficialmente il Primo Gennaio 2009, per una durata di tre anni, questo piano prevedeva un finanziamento complessivo di 3.147.304,8 Euro, indicava l’Iss come ente esecutore ed il Ministero della Salute della Liberia come controparte.
A conferma di tutto questo, si veda una pagina del sito della Cooperazione Italiana allo Sviluppo e, successivamente (ma solo successivamente), si legga la pagina dell’Istituto Superiore della Sanità. Qui si avranno alcune conferme. Ad esempio, che il progetto vede le seguenti istituzioni coinvolte: l’Istituto Superiore di Sanità, l’University of Liberia, il Dogliotti College of Medicine, il Ministero degli Affari Esteri. Tutto chiaro? No.
Basta poco, infatti, per notare alcune incongruenze. A partire dal fatto che – in una pagina dedicata alla Liberia, nello stesso sito della Cooperazione Italiana allo Sviluppo – il suddetto progetto viene stimato per un valore di “circa 2,7 milioni di Euro”. Per capire il perché, si dovrà spaginare un pò di documentazione. Inoltre – e questo non lo si evince dalla suddette comunicazioni ufficiali – un altro elemento: gli uffici, che in queste ore sono stati ‘sequestrati’, sono uffici Fss, dove per Fss s’intende ’Fondazione per la Sicurezza in Sanità’.

Cosa è la ’Fondazione per la Sicurezza in Sanità’? Una sua identità è rintracciabile online, nel sito: www.gutenbergonline.it.
In verità, però, questo sito non è poi così esplicativo e, per capire sino in fondo cosa sia la Fondazione, giova un certo approfondimento. In questo senso, diviene utile un’altra fonte aperta che presenta l’immagine fotografica di un atto costitutivo: appunto, quello della “Fondazione per la Sicurezza in Sanità”. Cosa vi si legge?
Vi si legge che, il “giorno 22 del mese di Gennaio” del 2009 (Repertorio n. 48.168, Raccolta n. 2.576), questa Fondazione viene “costituita ai sensi degli articoli 12 e seguenti del codice civile”. Subito, sorprende quanto questo parto risulti sincronico con l’avvio del progetto Iss-Mae, n. 1309, “Potenziamento delle competenze formative del Dogliotti College of Medicine”.
Al cospetto del notaio e di testimoni, ecco di seguito l’identità dei ‘genitori’ e le poche coordinate della neonata creatura: a) Istituto Superiore di Sanità, nella persona del presidente pro-tempore e legale rappresentante, professor Enrico Garaci; b) Giorgina Artiano, nata a Tripoli, in qualità di amministratore unico e legale rappresentante della società “Gutenberg Srl, con sede legale in Arezzo, piazza San Jacopo n. 294, capitale sociale 100mila Euro”; c) indirizzo della sede legale della Fondazione, via Giano della Bella n. 34, Roma; d) indirizzo della sede amministrativa della Fondazione, Corso Italia n. 44, Arezzo; e) dichiarazione che certifica la Fondazione come “non a fini di lucro”.

In questo documento, però, è possibile rintracciare di più. Vi si coglie, infatti, l’esigenza che spinge l’Iss a cercarsi un partner. Stante l’opportunità, da parte dell’Iss, di poter partecipare a consorzi, fondazioni e società, previo “parere favorevole del comitato scientifico”, emerge cioè una deliberazione del suo consiglio di amministrazione, datata 31 Ottobre 2007, con cui si manifesta – appunto – un non ben precisato “interesse alla costituzione di una fondazione”. A seguire, inoltre, si indica un’altra deliberazione con cui – rapidamente – si certifica l’avviso di selezione pubblica, del 19 Dicembre 2007, volta a rendere noto tale interesse. A questa pubblicità rispondono: 1) Gutenberg Srl, che verrà scelta; 2) Mortara Rangoni Europe Srl; 3) Pro.Ge.A Srl; 4) Joint Commission Resources, Inc.
Dunque, Gutenberg Srl diviene partner dell’Istituto Superiore di Sanità nella ’Fondazione per la Sicurezza in Sanità’. Entrambi versano 25mila Euro su conto corrente, presso la Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio. I fondatori eleggono presidente della Fondazione Vasco Giannotti, nato e domiciliato ad Arezzo, e vicepresidente Monica Bettoni.

Se questo è il contesto, che cosa sta accadendo adesso a Monrovia? Perché i vertici dell’Università liberiana hanno bloccato il progetto ’Dogliotti’, piano incluso ufficialmente tra le iniziative della Cooperazione Italiana allo Sviluppo? Requisire gli uffici, è un atto da ritenere normale?
Questa misura, certamente drastica, sarebbe stata volta a tamponare un timore: la confisca di beni causa i numerosi creditori. Se così fosse, possibile che un’iniziativa tanto adeguatamente finanziata finisca in certe condizioni? Sono vere le voci di una possibile richiesta di arresto – poi rientrata – per il capo progetto? Troppe le domande senza risposta.

Al di là della documentazione ufficiale, però, esiste anche quella ufficiosa. Da quest’ultima, si registra il timore di un imminente arresto. Ero preoccupato”, si legge in una comunicazione. A scrivere è il Capo Progetto, che continua “… con la situazione estrema ed assurda che ci siamo trovati a vivere, per cause indipendenti da noi, uno poteva pensare a qualunque cosa (per esempio fermo all’aeroporto, arresto e altre cose assurde del genere, e che purtroppo sono state realtà per noi in Liberia)”.
Situazione estrema? Assurda?
C’è poco da fare: sul ’Potenziamento delle competenze formative del Dogliotti College of Medicine’, progetto Iss-Mae n. 1309, qualcosa non funziona, non ha funzionato.
Sembra incredibile, viste le premesse. Come si evince dalla pagina online della Cooperazione Italiana il progetto è infatti stato voluto proprio dal Presidente della Liberia, la Premio Nobel per la Pace 2011, Ellen Johnson Sirleaf, proprio in occasione della sua visita di Stato in Italia, nel novembre 2007.
Sì, nel novembre 2007: proprio quando l’Istituto Superiore di Sanità “manifesta l’interesse alla costituzione di una fondazione”.

 

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