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Riflessioni sull’inconscio e sulla sessualità

di - 4 ottobre 2011

Cosa si intende per subconscio?

Dentro di noi alberga un luogo oscuro alla coscienza che è la forma del nostro vero essere.

È una struttura dipendente da una modifica ripetuta per anni ed anni. Più che modifica intendo esperienza.

Il subconscio influenza le nostre decisioni.

Si forma nei primi anni di vita?

Molti studi di psicologia confermano la strutturazione dell’inconscio nei primi anni dell’infanzia.

Questi studi, di cui il maggior rappresentante è Sigmund Freud, affermano che è la componente sessuale alla base di tutto, quindi anche alla base del subconscio.

Quindi, il significato primordiale della nostra vista, accoppiarci e riprodurci per il mantenimento della specie nel tempo è la spiegazione più logica della base del subconscio.

Questo però se fossimo animali dalla testa ai piedi. Aritmeticamente animali.

C’è una falla nella nostra sequenza aritmetica animale.

Non siamo completamente animali, siamo capaci di pensare che stiamo pensando (di base anche altre capacità mentali più elevate rispetto agli animali).

Quindi siamo una mutazione favorevole. Anzi siamo la migliore mutazione avvenuta sulla terra che ci ha permesso una proliferazione e un dominio su tutti gli animali della terra.

Dunque siamo il meglio dell’evoluzione darwiniana. Siamo la mutazione che sul pianeta terra ha avuto le caratteristiche più adatte.

Adattamento:

“Il termine adattamento in biologia si riferisce ad una struttura anatomica, un processo fisiologico o un tratto comportamentale di un organismo che si è evoluto in un certo periodo di tempo come processo della selezione naturale, in maniera tale da aumentare il successo riproduttivo di tale organismo (nelle determinate condizioni ambientali in cui l’organismo di trova). L’adattamento può aumentare l’efficienza nel procurarsi o utilizzare le risorse fondamentali quali aria, luce, acqua e nutrimento, permettere di sopportare determinate condizioni fisiche difficili quali basse o elevate temperature e l’assenza di luce o aumentare la capacità di difendersi da un predatore.” (Tratto da Wikipedia)

La capacità di pensare di pensare, potrebbe presupporre l’esistenza di una mutazione neuronale con la formazione di un neurone anomalo  ma più adatto alla sopravvivenza, un neurone forse di ritorno di pensiero che oltre a trasmettere è in grado di ricevere la stessa informazione che ha trasmesso. Una sorta di controllo di ciò che trasmetto.

Da questo presupposto si potrebbe pensare ad un circuito riverberante del pensiero, come se tutte le informazioni di controllo volontario ritornassero su se stesse. E non solo informazioni di controllo volontario.

Ritengo plausibili due possibilità:

  1. L’esistenza di una mutazione di più cellule, che ha provocato un cambiamento anatomico delle strutture nervose e delle strutture anatomiche “globali” che ha permesso di creare un circuito riverberante del pensiero
  2. L’esistenza di una mutazione di una cellula, un neurone, nella scimmia, che ha provocato la formazione di un neurone di pensiero di pensiero.

Quindi esiste sia un subconscio fondato sull’istinto sessuale sia un subconscio fondato su pensiero di pensiero, che è una mutazione che si fa sempre più strada nella mente dell’uomo ed è alla base a mio parere delle differenze di intelligenza tra gli individui.

Giunti a questo passaggio il nodo da sciogliere è:

1.Qual è il percorso che l’essere umano seguirà o vorrà seguire?

Permettere il dominio dell’istinto sessuale sul pensiero di pensiero e non tentare di far prevalere il pensiero, rimanendo dunque animale di base e uomo accessorio oppure permettere al pensiero di pensiero di dominare e divenire uomo di base e animale accessorio?

2. Trovare un equilibrio tra uomo-animale e rimanere quello che siamo attualmente?

3. Come facciamo a sapere se la strada migliore sia quella di diventare uomini reali?

4. Divenire uomini reali che impatto ha sul perdurare della nostra specie? Finiremo per non accoppiarci più, nasceranno meno figli e la nostra specie scomparirà?

5. Divenendo uomini reali potremmo avere accesso ad un’ altra dimensione di vita? Parlo di una dimensione in cui è il pensiero pensante a prevalere, in cui l’istinto sessuale non ha più senso.

Se esiste questa dimensione non riesco a vederla con i miei occhi, non riesco a sentirla con la mia pelle e con tutti gli altri miei sensi. È una dimensione che risiede nel pensiero pensante.

Quindi c’è il pericolo che sia tutto solo nella nostra mente, che da una parte ha permesso all’uomo di stare un gradino sopra tutti gli altri animali, dall’altro l’ha reso continuamente afflitto da questa condizione di essere “divino” (pensante) e essere mortale (animale). L’essere pensante è credere in un mondo ideale che ha grande vantaggio evolutivo, perché è indubbiamente una facoltà mentale superiore, evoluzionisticamente parlando, ma porta ad un enorme conflitto, una vera e propria battaglia tra uomo e animale, che forse continuerà all’infinito e non sapremo mai chi avrà la meglio.

Fino a quando ogni essere sulla terra non avrà affrontato questo problema e non abbia visto come spettatore questo conflitto, vivremo sempre con la paura dell’autodistruzione dell’umanità in caso prevalga l’animale (istinto sessuale)  sull’uomo (pensiero di pensiero).

Il pensiero pensante e San Giorgio

“Si narra che in una città chiamata Selem, in Libia, vi era un grande stagno, tale da poter nascondere un drago, che, avvicinandosi alla città, uccideva con il fiato tutte le persone che incontrava. Gli abitanti gli offrivano per placarlo due pecore al giorno, ma quando queste cominciarono a scarseggiare furono costretti a offrirgli una pecora e un giovane tirato a sorte.

Un giorno fu estratta la giovane figlia del re, la principessa Silene. Questi terrorizzato offrì il suo patrimonio e metà del regno, ma la popolazione si ribellò, avendo visto morire tanti suoi figli. Dopo otto giorni di tentativi, il re alla fine dovette cedere e la giovane si avviò verso lo stagno per essere offerta al drago.

In quel momento passò di lì il giovane cavaliere Giorgio, il quale, saputo dell’imminente sacrificio, tranquillizzò la principessa, promettendole il suo intervento per evitarle la brutale morte. Quando il drago uscì dalle acque, sprizzando fuoco e fumo dalle narici, Giorgio non si spaventò e lo trafisse con la sua lancia , ferendolo e facendolo cadere a terra.

Poi disse alla principessa Silene di non aver timore e di avvolgere la sua cintura al collo del drago; il quale prese a seguirla docilmente come un cagnolino, verso la città. Gli abitanti erano atterriti nel vedere il drago avvicinarsi, ma Giorgio li tranquillizzò dicendo loro di non aver timore poiché «Iddio mi ha mandato a voi per liberarvi dal drago: se abbraccerete la fede in Cristo, riceverete il battesimo e io ucciderò il mostro».

Allora il re e la popolazione si convertirono e il cavaliere uccise il drago e lo fece portare fuori dalla città trascinato da quattro paia di buoi.” (Tratto da Wikipedia)

La leggenda di San Giorgio e il Drago rappresenta l’eterna lotta che compie l’uomo internamente, tra istinto sessuale (corpo) e pensiero pensante (mente).

Per istinto sessuale intendo anche il prevalere degli istinti primari (animaleschi, di conservazione della specie) sul pensiero pensante come mutazione in fase di evoluzione.

L’iconografia di San Giorgio che sconfigge il Drago rappresenta la sconfitta dell’animale e la vittoria dell’uomo (pensiero di pensiero) e simboleggia la continua battaglia che l’uomo affronta ogni giorno della sua vita sociale e della sua storia pregressa: l’uomo che sconfigge le malattie attraverso il suo ragionare, l’uomo che sconfigge le condizioni avverse della natura attraverso il suo ragionare, l’uomo che sconfigge un altro uomo attraverso il suo ragionare (portando alla fine la specie a lungo andare ).

È la vittoria della sapienza sull’animale.

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