Roberto Saviano: “Ecco perchè l’Italia è cattiva”
dicembre 13, 2009 in Dillinger Video, Dossier, Dossier Palude Italia, Mafie da Dillinger
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Roberto Saviano: autore di “Gomorra – Viaggio nell’Impero economico e nel sogno di dominio della camorra”. 2,5 milioni di copie in Italia, altri 2 milioni nel mondo, traduzioni in 43 paesi.
Dalle minacce di morte del 2006, Roberto Saviano vive sotto scorta 24 ore al giorno, indirizzo sconosciuto, come gli spostamenti. Secondo il pentito Carmine Schiavone, e diverse altre fonti, Roberto Saviano è infatti stato condannato a morte dal clan dei casalesi.
Ciononostante quest’anno il capo della Squadra Mobile di Napoli, Vittorio Pisani, ha messo in dubbio la necessità della scorta.
Solo l’anno prima sei premi Nobel (Fo, Gorbaciov, Grass, Montalcini, Pamuk, Tutu) e decine di personalità del calibro di Franzen, Palahniuk, McEwan, Saramago, Auster, McGrath, Ben Jelloun e Ingrid Betancourt, hanno firmato un appello per garantire la sua sicurezza e la lotta alla camorra.
Roberto Saviano ha denunciato il tentativo di isolarlo e di sgretolare la solidarietà della gente nei suoi confronti. Storie di uno Stato che abbandona i suoi principali eroi non mancano. Tra i giornalisti, basta ricordare le vicende di Peppino Impastato, Giuseppe Fava e Giancarlo Siani.
Ma più forti degli attacchi, ci sono i sentimenti della gente comune. Per noi tutti Roberto Saviano è il simbolo della lotta alle mafie, e tale rimarrà, con buona pace del capo della mobile.
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“Raccontare”, “non chiudere gli occhi”, “studiare”.
Grazie Saviano.
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Sempre molto forti e piene di spunti di riflessione le parole di Saviano.
Che se ne parli, che non se ne faccia un tabù.
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purtroppo il giorno in cui la sua notorietà verrà meno scatterà la vendetta…….speriamo che continui a far parlare di se.
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Non smettiamo di parlarne, non chiudiamo gli occhi!!
Grazie Saviano.
Grazie Dillinger
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grande rispetto per questo ragazzo.Mi sarebbe piaciuto tanto esserci per una volta
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L’Italia è diventato un Paese cattivo perchè cattiva è la gente che lo abita, che ci vive, che lo respira.
Eppure perchè le persone dovrebbero essere cattive? Tralasciando le teorie hobbesiane la risposta è molto più semplice e si ritrova nella quotidianità.
L’impossibilità di realizzarsi, vedere le proprie aspettative costantemente frustrate, sapere che chi va avanti spesso non lo fa per merito, non vedersi riconoscere le proprie capacità, l’abuso costante delle persone che rivestono ruoli sovraordinati al tuo, la coscienza che tutto si potrebbe fare meglio e più in fretta ma che invece ci si impantana nel fango del clienteralismo e dell’immobilità. Ecco come una persona diventa cattiva, agisce per difendersi e sopravvivere e non per vivere e progredire. Ecco perchè l’Italia soffre e soffre la gente che la abita.
Cambiarla è sempre possibile, non è facile nè tantomeno una cosa da poco, però è possibile. Come farlo? Certamente senza chiudere gli occhi, senza smettere di raccontare, senza mai smettere di studiare.
Grazie Roberto. Grazie per averci rilasciato l’intervista, grazie per quello che fai ogni giorno, per ciò che racconti e, soprattutto, per i sacrifici che fai.
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troppa frustrazione, troppo poco spazio per le idee e i sogni e così ci incattiviamo, per questo dovremmo ricominciare a riconoscere i meriti di chi ci sta vicino, insomma meno invidia più opportunità…. ma perchè ciò accada dobbiamo cominciare a rimboccarci le maniche
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e non perdere l’intervista di saviano a che tempo che fa di fabio fazio mercoledì
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Un ulteriore elogio tra i tanti? bravo Saviano e grazie per non aver paura di dire; per aver detto con parole convincenti e documentate quanto penso e credo molti pensino. Mai come ora sembra attuale e adeguato il titolo del film del regista spagnolo Alejandro Amenábar “Abre los ojos“ (Apri gli occhi nel doppiaggio in italiano), titolo che va letto, nel film e nella vita reale, anche e soprattutto in senso metaforico. Grazie
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Hai fatto bene, fin dall’inizio, a credere nell processo osmotico delle parole.
Come vedi le tue, sono diventate quelle di tutti.
Nessuno può più fingere.
Un grazie di cuore, Robbè.
Raccontare, raccontare, raccontare…
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Intervista splendida, sono pienamente d’accordo con tutto.
Il fatto che l’impossibilità di realizzarsi in Italia porti ad un “incattivimento” delle persone è davvero una terribile realtà..
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Ciao a tutti, io sono un ragazzo di Fondi e volevo esprimere il mio parere ……..
la situazione, che ci troviamo a vivere noi giovani di questa piccola e meravigliosa cittadina nella provincia di Latina, è disperata. Noi viviamo quotidianamente nello sgomento, siamo inerti nei confronti di questo sistema politico che ci governa, abbiamo una classe dirigenziale che è venuta fuori dalle ceneri della vecchia D.C.. Queste persone hanno avuto la furbizia di sfruttare la politica, che viveva a livello nazionale un momento di sbandamento (tangentopoli), adattandoci l’essenza del pensiero dell’italiano medio che vige nel nostro paese. Fin dai primi passi mossi dall’allora sconosciuto Sen. Claudio Fazzone, si percepì che la direzione scelta fu quella di creare una struttura-organizzazione fatta di persone a lui fidate, per garantire un sistema. Essi hanno sfruttato la classica organizzazione piramidale capeggiata dall’attuale Senatore, quando non erano scesi in politica, questi soggetti erano legati, solo ed esclusivamente da amicizia, un gruppo. Con gli anni sono arrivati a gestire il partito di Forza Italia, sono arrivate le prime nomine e le prime vittorie alle elezioni. Queste sono arrivate, grazie a delle alleanze importanti, con persone che avevano un’influenza molto forte a livello imprenditoriale nel territorio, e soprattutto molti soldi per garantire sfarzose campagne elettorali (nelle amministrative di qualche anno fa , venne regalato di tutto agli elettori, ne dico una su tutte -schede telefoniche-). Raggiunta una posizione di supremazia grazie al 60% delle preferenze è esistito un solo partito nella sostanza in questi anni, che ha fatto e disfatto a suo piacimento senza avere una voce di opposizione. Il potere politico del Senatore è cresciuto a dismisura tanto è, che divenne prima, assessore alla provincia (ruolo che gli permise di finanziare delle opere nella mia città dove mai nessuno prima era riuscito), e tutti i feudatari ancora oggi gli sono riconoscenti. Premessa (a quell’epoca l’attuale presidente della provincia era assessore anche lui ed è lì che è nata una fortissima amicizia e fratellanza politica tra i due). Successivamente divenne presidente del consiglio della regione lazio nel periodo Storace. Nominando a sindaco un suo amico d’infanzia, che gli ha sempre garantito fedeltà e sudditanza negli anni. E creando in questo modo il potere assoluto su tutto il territorio pontino. Ad oggi è Senatore e coordinatore provinciale del PDL nella provincia di Latina. Il suo potere l’ha dimostrato in questo ultimo anno, è stato capace di non fare sciogliere un comune della Repubblica, dopo che Prefetto e altre istituzioni dello Stato si erano espresse diversamente, infiltrazione mafiosa. Ha avuto la capacità di non far prendere una decisione al Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana. Questo sistema ha fatto si, che negli anni il Senatore ha avuto la possibilità di dare lavoro alle persone nelle strutture statali sia a livello locale, provinciale, regionale, nazionale e negli enti con partecipazione statale. Tradotto ha dato lavoro a tantissime persone, dare lavoro alle persone in questo periodo tremendo, vuol dire riconoscenza per tutta la vita. Ed eccola la forza di questa/e persone, hanno creato il Feudo e i feudatari. Qui non si muove una foglia se non con il bene stare dell’onnipotente, ha fatto favori di diversa misura a tutta la popolazione. Questo è un modus operandi dei mafiosi, hai un problema? Io lo risolvo tu sei riconoscente e mi garantisci il voto. Questo voto mi permetterà, continuazione non solo a me, indirettamente anche a te; c’è chiara connessione. Questo meccanismo semplice di natura piramidale non è altro che massoneria. Tante persone, soprattutto professionisti ci sguazzano in questa situazione, nomine, consulenze, ecc.. Il fare mafioso ha permesso a queste persone e alle imprese dei Casalesi, attraverso la realizzazione di opere, il Business degli appalti. E rafforzare ancor più, il concetto di potere mafioso, di illegalità.
Parliamo di un agire, borderline di legalità, questo è il concetto di politica nel nostro paese oggi, è un concetto di mafia istituzionalizzata. Il modo di fare è quello della mentalità delle associazioni mafiose, non solo qui a Fondi che oggi vive sotto i riflettori dei media, ma è una caratteristica negativa della mentalità di tutto il paese. L’interesse personale prevale su quello collettivo, la scelta della politica è solo mirata alla conquista del potere, non importa quale sia il mezzo. La cosa che mi spaventa di più è, non il potere malvagio di queste persone, bensì l’indifferenza del popolo. La gente è così avvilita dai problemi che quotidianamente deve affrontare, in questa società degradata, che non ha capacità di realizzare il male di cui si è circondati. Sembriamo tutti ipnotizzati, incapaci di reagire, e di fare.
Io non sono preoccupato per la mia vita, ma per quella che spero un giorno, dei miei figli. Cosa gli dovrò insegnare, ad essere il più furbo, altrimenti sarà tagliato fuori da tutto e da tutti. Raccontargli di una società che impone amicizie, basate sull’apparenza, su l’opportunismo. Ad essere un misero leccapiedi del politico di circostanza. Che schifo, voglio chiudere con un pensiero positivo, o una speranza, chiamatela come volete. La mentalità di questo paese necessita di essere sovvertita, da una forza che è quella delle persone per bene, ma soprattutto giovani che abbiano idee nuove fresche e fuori da una mentalità mafiosa.
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@ ragazzo di Fondi. Grazie per l’intervento. Coltivare l’indignazione per quanto succede sotto ai nostri occhi, e’ l’unica arma che abbiamo in mano. Non sottovalutiamola, perche’ e’ un’arma potente. Noi siamo piu’ di loro e la politica e’ cosa nostra, non loro.
Dell’intervista a Saviano mi colpisce l’idea di un incattivimento per frustrazione. Spiegazione chiara e spaventosa di quello che sta succedendo in Italia, alle mafie e al resto, forse addirittura a tutti noi.
E poi il concetto di indifferenza della classe dirigente. Saviano l’ha sottolineato: ancor prima della connivenza, l’indifferenza. Concetto piu’ insidioso e duro da abbattere.
Ma la prima indifferenza e’ forse la nostra. C’e’ qualcuno che, mano sul cuore, puo’ dire di credere che prima o poi esistera’ un’Italia senza mafia? Qualcuno lo pensa? O siamo tutti rassegnati?
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Complimenti alla redazione!! diamo voce a chi non si piega e continua a lottare per il nostro Paese
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Ottima intervista ragazzi……..Combattiamo contro questa Italia da “Sex & the Italy” http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/sexgate-allitaliana.html
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grande Saviano..
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Ieri strepitoso saviano su anna politkovskaja a che tempo che fa di fabio fazio
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grande saviano anche su castelvolturno-africa ieri sera a che tempo che fa da fabio fazio.
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l’anonimo di prima.
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Una cosa sola, MATTEO GARRONE, direi che sarebbe il caso di correggerlo.
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Dove Ivan?
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Simona, nella scritta che scorre sotto al video.
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