Se
maggio 6, 2009 in Narrativa, Poesie da Ornella Sabia
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Se…
se fossi nata a luglio
se fossi nata ieri
se fossi nata in Africa
se fossi nata in un altro tempo
se fossi nata con la pelle nera
e se?
E se invece di cadere fossi rimasta in piedi?
e se invece di rialzarmi fossi rimasta a terra?
e se fossi già morta?
e se fossi al centro di una piazza ad urlare?
e se gridassi che il mondo è alla rovescia?
e se dicessi che la notte è il giorno e il giorno la notte?
se mai…
Se mai il mondo girerà al contrario
se mai camminerò con la testa
se mai scriverò con i piedi
se mai potrò fermare il tempo
se mai potrò farlo accelerare
se mai potrò uccidere la mia ombra
se mai potrò tagliare un filo
se potessi…
Se volessi, io non potrei
neanche se volessi,
no, non potrei
se voglio, io non posso
perchè allora tu non vuoi e ci riesci?
perchè io non posso farlo?
se
se
se…
Se potessi affogare il mio cuore
se potessi non pensare
forse sarebbe tutto diverso…
o forse tutto uguale.
Il componimento poetico in versi liberi senza rima è di una lunghezza superiore alla media. Sebbene sembri scarno e molto essenziale rivela certi procedimenti linguistici quali l’uso di figure retoriche ricorrenti (l’anafora insistita e continua del se, veicolo emozionale dell’autrice) che nascondono un certo interesse per il lato formale. La disparità dei versi sottolinea altresì un misterioso groviglio di stati d’animo, i cui toni oscillano dalla malinconia alla tristezza, dalla depressione allo sguardo fiducioso verso il futuro. Ed è un grido elevato a cantare la difficoltà della vita umana dietro la singolare esperienza dell’io narrante.
Un ricordo che chi scrive non vuole descrivere ma si limita a far intravedere, eppure nella sofferta conclusione finale si intravede una mera constatazione della vacuità di ogni sforzo dell’immaginazione: le cose dovevano andare come sono andate, perché dopottutto, direbbe Biagi, “con i se e con i ma la storia non si fa”
La storia di ogni vita, di tutte le vite. La tua storia.
(commento a cura di Francesco Palladino)
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bellissima la poesia, stupendo il commento di Francesco!
purtroppo i se sono una costante della nostra vita. il tempo di raccimolare qualche esperienza e già siamo li a chiederci cosa sarebbe accaduto se avessimo fatto altre scelte.Poi,mano a mano che gli anni avanzano i se aumentano.Il segreto secondo me,sta in un aforisma di H. Hesse :”stare a riflettere e scervellarsi conta poco,perchè poi non si fa ciò che si pensa,ma ogni passo infondo è così come lo vuole il cuore”
E’inevitabile avere dei se ma bisognerebbe potersene dimenticare
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Se fossi nata a luglio, saresti del cancro. Saresti figlia della Luna, non andresti d’accordo con i Capricorno e saresti restia all’ostilità.
Se fossi nata ieri, non scriveresti tutto ciò.
Se fossi nata in Africa, idem come sopra, forse cercheresti dell’acqua.
Se fossi nata in un altro tempo, probabilmente non scriveresti al computer.
Se fossi nata con la pelle nera avresti vita difficile a Potenza.
[...]
Insomma, spesso l’apòdosi è più facile di quanto non sembri. Comunque, grande Palladino (se è quello che dico io)!
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Sacha!!ahahah troppo bello…però potenza non è razzista dai.dovresti sentire la gente di roma allora!
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Si è vero, spesso…. Ma non sempre.
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se mio nonno avesse tre palle, sarebbe un flipper.
Elogio al congiuntivo, che contiene in sè i germi della potenzialità.
Titolo sulla scìa della memorabile poesia di Kipling. G.
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