Stay hungry. Stay foolish. Il futuro te ne sarà grato.
marzo 23, 2010 in Dossier Outsider, Dossier Web, Società, Testimonianze da Chiara Lo Cascio
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Mi trovo a Roma, in Italia e ogni giorno vedo persone che fanno scelte per il futuro che non sono le loro. Sembrerebbe che i sogni e la curiosità, quando si arriva a poco più di vent’anni d’età, scompaiano, come fossero qualcosa di infantile da lasciarsi alle spalle insieme alla tempestosa pubertà.
Sicuramente dipende dalle condizioni di quasi assoluta incertezza che la mia generazione si trova ad affrontare (VEDI INTERVISTA A GALIMBERTI). Spesso, si stanno sognano dei mezzi e non dei fini (sulla scia dell’esempio della nostra classe dirigente).
Vedo chi studia giurisprudenza, ma vorrebbe fare il regista.
Chi ha iniziato a studiare finanza senza il minimo interesse intellettuale e solo perché sarebbe riuscito a trovare un posto di lavoro, magari in Italia, nel futuro.
Chi ha accettato un posto a tempo indeterminato alle Poste (come postino), pur essendo laureato in disegno industriale, perché “sarebbe stato da matti non accettare, non sistemarsi”
Chi aveva un incredibile talento naturale per la musica, ma per amore dei genitori (e del solito sistemarsi) si è messo, a malincuore, a lavorare nel campo della statistica.
E con questo non voglio dire che non sia sacrosanto fare dei sacrifici. Ma i sacrifici vanno fatti anche, e forse soprattutto, per qualcosa in cui si crede davvero. Altrimenti ci si inaridisce troppo, diventando semplici ingranaggi.
A volte è difficile sognare e dedicarsi a ciò che si ama, quando i soldi, quelli che per esempio servirebbero a studiare o a permettersi di iniziare un’attività in perdita, non ci sono. Lo Stato, almeno il nostro, non aiuta. Ma credo sia comunque fondamentale continuare a sognare e credere di poter riuscire nel futuro, a fare ciò che veramente si ama e si vuole dalla propria vita. Le persone che hanno dovuto affrontare più ostacoli di altre per raggiungere i propri obiettivi, spesso, sono quelle che poi ne traggono più soddisfazione, più vantaggio. Sono quelle che riescono meglio in ciò che fanno, perché ci credono davvero, e così facendo migliorano la società e il paese. Perché il loro lavoro, appassionato, vale molto di più.
Conosco persone che non hanno ascoltato le parole di chi, rassegnato allo status quo, gli diceva di lasciar perdere: ‘fai già il tuo lavoro che non ti entusiasma e non sei nato/non c’è tempo per fare (anche) qualcos’altro, accontentati!’. Persone che oggi ripongono tutto il loro interesse in ciò che fanno, facendolo al meglio. Persone giovani e adulte che non hanno smesso di essere curiose e di sognare, mettendosi in gioco per riuscire a realizzare i propri sogni. Persone che hanno voglia di migliorare il mondo.
Questo video è dedicato a chi ancora segue i propri sogni impegnandosi davvero per raggiungerli tenendo in vita il bambino curioso e ingenuo che è in loro.
E’ dedicato anche a chi ha paura di metterli in pratica: l’unico vero errore che si può fare e non provarci.
Facciamo che il futuro sia un posto migliore.
Jobs – Stay hungry. Stay foolish.
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Discorso clamoroso…
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il più bel discorso che abbia mai ascoltato… lo dovrebbero ascoltare tutti…
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come si può controbattere al tuo articolo? Non si riesce.
E’ ineccepibile e per questo, radioso.
Sei una giovane e raggiante promessa per te e per il tuo corso evolutivo. Per il mondo intero.
Giovane fanciulla se sei arrivata a questa maturità significa che hai un sacco di belle cose dentro di te.
La trasmissione dei tuoi freschi pensieri può essere trasformante per la società. Resta così e non fare nulla sei limpida e scorri.
Non servono complimenti, sei vivace e questo è sufficiente.
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Ero in bilico.
Tu hai appena tirato la corda in una direzione.
Ti farò sapere come andrà.
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si, fammi sapere
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Ora più che mai, dobbiamo credere in qualcosa, ed amarla.
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You’ve got to find what you love!
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Non so se credo in Dio, ma sicuramente credo in Steve Jobs.
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ahahah sai liz…anche io..
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Dopo una brillante laurea Luiss in giurisprudenza,due anni di pratica legale e un esame d’avvocato ho messo tutto da parte per dedicarmi a cio’ in cui realmente credom il risultato? Sono felice come non lo ero da un po’. Cio’ che manca a volte e solo il coraggio, e quel briciolo di follia.
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E’ dedicato anche a chi ha paura di metterli in pratica: l’unico vero errore che si può fare e non provarci.
Sono perfettamente d’accordo ! E’ non provarci !
Il problema nasce dalle attuali condizioni del mercato del lavoro in Italia. Nei decenni trascorsi si aveva la possibilità di lavorare come dipendente dignitosamente per un periodo,acquisire competenze ed esperienza , e poi lanciarsi nel tentativo di realizzare i propri sogni in maniera autonoma.
Oggi è più difficile , il mercato del lavoro precarizzato e malretribuito,la pervasione della politica che inibisce l’accesso ai non appartenenti , la crisi……Lo scenario è tale da rendere molto più impegnativo per un giovane l’accesso a professioni adeguate o la realizzazione di sogni come il creare un’azienda autonoma seguendo le proprie tendenze ed aspirazioni.
Più difficile , quindi ma non impossibile !
Per assurdo l’ingessamento del mercato del lavoro,il fatto che siano i mediocri ai posti di responsabilità (politica), il fatto che i vecchi tromboni con aziende antiquate e poco innovative monopolizzino il mercato,proprio questi fatti offrono delle opportunità.
Se si riesce ad aver coraggio,ad essere capaci di IMPEGNO e SACRIFICIO , a trovare delle sinergie con persone creative e motivate io ritengo che ci sia spazio per sognare e realizzare.
Nella lingua Cinese la crisi viene rappresentata con due ideogrammi , il primo identifica dolore,ostacoli,problemi.Il secondo identifica OPPORTUNITA’.
VOLATE ALTO giovani,come dice Galimberti,approfittate del vantaggio biologico,Volate Alto anche per cercare di lasciare una società migliore di quella che noi vi consegnamo adesso buia e con poche speranze.
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grazie per l’iniezione di fiducia, sono perfettamente d’accordo con te chiarè…..
dobbiamo essere imprenditori di noi stessi, come si può accettare che il sistema creda in noi se non siamo noi stessi a crederci, o quantomeno a provarci?
a presto…
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E si…
succede fin troppo spesso soprattutto in questo paese che i giovani si ritrovino a fare lavori inadatti alle loro pulsioni ed al loro talento.
E poi siccome prima o poi – tutti i nodi vengono al pettine – da grandi ci si trova insoddisfatti e depressi, anche se si è raggiunto un minimo di benessere economico; poichè il lavoro, oimè resta la quota parte del ns tempo più voluminosa (che strana specie che siamo!)
cito una pezzetto di “Memorie di Adriano – M.Y.”
“…non manca un barlume di luce neppure nel piu opaco degli uomini: un assassino suona il flauto con garbo; un aguzzino che lacera la schiena degli schiavi con le frustate e´ forse un figlio eccellente; un idiota puo essere pronto a dividere con me l´ultimo cantuccio di pane che gli resta.
E ce n´e´ ben pochi di uomini a cui non sia possibile insegnare qualcosa a dovere.
Il nostro errore piú grande e´ quewllo di cercare di destare in ciascuno proprio quelle qualitá´che non possiede, trascurando di coltivare quelle che ha.”
NESSUNO COMMENTO E’ PIù ADATTO:
stay hungry – stay foolish
brava Chiara e bravo Steeve Job
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Grazie Chiara, grazie del coraggio che ci dai: non è facile agire, ma il discorso che ci hai proposto dagli USA mifa sperare che ce la possiamo fare anche noi. Grazie ancora Chiara!
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grazie a voi e grazie a jobs.
è servito a dar coraggio anche a me
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Non conosco l’autrice dell’articolo, ma ho letto il suo pezzo e gli interventi: è certamente stimolante quanto ha detto Steven Job, ma lui è uno di quelli a cui “è riuscito” di fare ciò che desiderava e, in più, con successo. Ma gli altri? Chiara parla di musicisti, di artisti vari che hanno accantonato il loro sogno e le loro competenze per una sicurezza materiale, non sappiamo con quanta frustazione.
Ma mi pongo due domande: come stanno gli altri che hanno provato e non ci sono riusciti? E ancora: quanto veramente “hanno provato”, quanto hanno messo in discussione di se stessi, dei propri affetti, del proprio mondo per raggiungere i propri obiettivi? Quanto hanno realmente pagato di persona, al di là dei manifesti totalmente condivisibili? Quanto impegno, quanta costanza, quanta volontà hanno realmente impiegato? Sono in grado di esercitare un tale impegno o la comoda “vita di tutti i giorni”, con il fine settimana dedicato solo al nulla (costoso), li risucchia nella sua comoda monotonia negli stanchi riti di una gioventù che ha sì stimoli , ma spesso non la forza di metterli in pratica.
So di essere pessimista, ma vorrei sentire la vostra voce, sperando di trovarmi di fronte a persone che mi smentiscano, che vogliono “fare” e non solo “proclamare”, che potranno dire “stay hungry…”.
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