Caro
candidato di “lista civica” di destra o sinistra..o centro, non vorrei rovinare il tuo sogno, ma vorrei portare la tua attenzione su questo termine, anzi su questo verbo: fiancheggiare.
Che dice il dizionario in proposito con riferimento all’ambito politico?
“Aiuto indiretto dato ad un partito .. da simpatizzanti esterni”
Viene usato anche un altro termine: “collateralismo”.
Vale a dire “l’opera di appoggio svolta da movimenti e organismi non dichiaratamente politici a favore di un partito, come forma di partecipazione politica indiretta”.
Dal dopo-guerra, dai comitati civici di ispirazione democristiana con la cosiddetta “linea Ghedda”, oggi, nel terzo millennio, comunque la si voglia chiamare riparte questa filosofia popolare di soccorso ai partiti in sfacelo, a destra a sinistra al centro e al centro del centro, ed in particolare per la dimensione locale ma non di meno per quella nazionale.
Et voilà rinascere questa pratica che oggi vede ancora una volta strettamente collegate delle aggregazioni sparse che si definiscono davvero velleitariamente “di società civile” con delle strutture di partito. Cambia il mondo, ma l’italiano medio con la sua doppia morale resta sempre lo stesso, di padre in figlio certe italiche tradizioni non vanno perse.
A questo punto diamo un’occhiata alla scena ed ai personaggi.
Che fa un candidato in un partito più o meno è chiaro a tutti. I ruoli previsti sono due:
- il capolista, il quale ovunque si trovi nell’elenco dei nomi è quel figurante ben collocato socialmente ed economicamente che il partito, o meglio il leader-padrone, ha deciso che deve vincere, .. sa lui il perché; - il portatore d’acqua, o comparsa, invece è quello che deve correre a destra e a manca per chiedere voti (gli hanno assicurato che ce la può fare) e che è certo invece che non entrerà nel “palazzo”.
La trovata organizzativa del regista è che riesce a motivare bene le comparse, dicendo loro che se faranno le cose a modo le aspetta un ruolo da primo attore.
Ma che fa invece nel teatro elettorale un fiancheggiatore della civica che spalleggia ?
La riposta è semplicissima: sogna!
Entra in uno stato di euforia para-politica, finalmente si sente partecipe dello scenario politico, quello che finisce nei giornali e nei talk show delle tv locali o nazionali secondo la situazione elettorale, insomma, in un modo o nell’altro sta pure lui sulla scena pubblica.
Arriva perfino a toccare quelli che contano, che non mancano mai di blandirlo con elogi rivolti alle sue grandi capacità e al suo “disinteressato” impegno civile.
Sì, perché il più delle volte il fiancheggiatore fino ad un momento prima delle elezioni è un campione di civismo, di disponibilità verso il prossimo, tutore dell’ambiente, dei monumenti, dei consumatori, …e chi più ne ha ne metta.
In vero il fiancheggiatore fino a quel fatidico momento in cui ha fatto il “sacrificio” – e solo per spirito democratico ! – di scendere in campo nell’agone elettorale, tendeva a disprezzare la politica: “troppo potere ed interessi in quell’ambiente, non come nel limpido ed altruistico volontariato”. Ma poi, d’incanto, la contrarietà sparisce, va in scena lo spettacolo e non ci si può tirare indietro, si va sul palco.
Tragicomica rappresentazione questa, perché senza saperlo, o forse sapendolo ma negandolo persino a se stesso, il fiancheggiatore finisce per lavorare “per conto terzi” e pure senza paga.
Niente applausi per lui a fine rappresentazione, ma lo spirito è forte, anche le elezioni saranno presto acqua passata e via di nuovo a salvare il mondo.













