Teheran – Minorenne mandato al patibolo

ottobre 12, 2009 in Società da Pietro Maria Sabella

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L’Iran finisce nuovamente nelle cronache dei giornali e delle radio del mondo, e stavolta non solamente per le questioni nucleari, ma per una nuova esecuzione di pena capitale.

La vittima è un ragazzo che al momento della probabile commissione del reato aveva 17 anni , e quindi un minorenne ( quasi tutti gli Stati che ancora praticano la pena di morte, la escludono per i minorenni – essa rappresenta comunque una violazione del diritto internazionale).

L’Iran ha ancora un sistema giurisdizionale davvero rozzo e privo delle fondamentali garanzie tipiche di una democrazia moderna.

Il processo a Benhoud Shojaee è avvenuto infatti senza la presenza di un avvocato difensore,  ( la nomina dell’avvocato d’ufficio non è prevista), senza appello; in Iran, per tale categoria di reato è prevista l’estinzione della pena con il perdono della famiglia della vittima ( in Italia è impensabile).

Benhoud, difeso poi nel 2007 da un avvocato, Mahamed Mostafei, non è riuscito a scagionarsi, e quest’anno è stata la IV vittima della pena di morte per reati commessi durante la minore età.

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