India del Nord – Guida per gli amanti del Silenzio

di - 24 gennaio 2011

Viaggio in India del Nord

Lamayuru, India

India del nord

L’India del Nord, il Kashmir, il Ladakh, ed in generale la zona che chiamiamo Himalaya, è secondo me sinonimo di fascino senza tempo. Andare nell’India del Nord è stato il primo buon consiglio che ho ricevuto, seguito, e che vorrei assolutamente “girarvi” se pensate di andare in India d’estate. In questo modo eviterete i monsoni, che colpiscono una larga maggioranza del continente in quella stagione.

Come arrivare

Altro buon consiglio e’ arrivare a Delhi e prendere subito un volo interno per Srinagar (nel Kashmir) oppure per Leh (nel Ladakh). C’e’ la possibilità di comprare il biglietto aereo direttamente all’aereoporto (terminal voli nazionali pero’, e non quello voli internazionali, puo’ sembrare una banalità ma i due terminal sono a 7 km di distanza l’uno dall’altro), ed un’ottima compagnia e’ la Kingfisher.

Io sono andata prima a Srinagar. Le distanze in India sono pazzesche, e cio’ che le rende davvero incredibili, quasi insormontabili, e’ la condizione degradata delle strade (sarebbe più corretto in realtà parlare al singolare, della strada). In altre parole, prendere un volo interno vi risparmierà 3 giorni buoni di viaggio in pullman o in taxi collettivo, o in jeep, per cui ve lo consiglio spassionatamente!

Il Kashmir e’ noto per essere una delle regioni più belle e “calde” da un punto di vista politico del mondo, siamo ai confini con il Pakistan, la Cina ed il Tibet. Il Kashmir se lo litigano tutti e tutti lo vogliono! Prima di programmare una visita nella zona, per stare tranquilli io darei un’occhiatina al sito della Farnesina www.viaggiaresicuri.it (in caso di clima politico agitato, potete trovare il coprifuoco, e non e’ divertente perche’ non si puo’ vedere niente e ci sono militari con inquietanti bastoni di bambù dapperttutto), oppure, ancora meglio, consulterei qualche giornale internazionale on line.


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Srinagar, India

Srinagar

Srinagar, la città sull’acqua

Una tappa obbligatoria del vostro viaggio nel Kashmir sarà sicuramente Srinagar, la città (meglio cittadina) sull’acqua, dove tutto si muove con il ritmo lento ed elegante della shikara, la tipica imbarcazione di Srinagar, una variante della nostra gondola veneziana.. per chi ha un po’ di fantasia! Tutte le case sono grandi barche appoggiate sul lago, e tenute ferme da grossi pali di legno. E difatti tutti le chiamano le “House Boats“… Da un posto all’altro, si puo’ andare solo in shikara, e all’improvviso, ti accorgi che se vuoi fare la spesa, devi aspettare la shikara con la frutta e la verdura.. Se ti serve un pacchetto di sigarette, shikara naturalmente!.. Insomma, si va avanti a ritmo di pagaia …. La colonna sonora e’ una specie di “splush” davvero piacevole!  In lontananza si possono vedere le prime montagne della catena dell’Himalaya, con la punta innevata anche d’estate… lago e improvvise alte vette.. E poi lì vicino ci sono i Giardini di Shalimar di epoca Moghul… Per pernottare vi consiglio l’Hotel Akbar, gestito bene, pulito, con poche pretese (sul Dal Lake, il lago di Srinagar). Le House Boats possono essere un’alternativa all’albergo, ma non le consiglio!

Kargil, India

Kargil

Kargil e Mulbeck

Una volta lasciata Srinagar alle spalle, si possono fare tante tappe intermedie, prima di arrivare a Kargil in jeep. Kargil e’ infatti ad una decina di ore di macchina da Srinagar, molto vicina al confine con il Pakistan e segna l’ultima tappa del vostro viaggio prima del Ladakh mozzafiato. Kargil si rivelerà la tappa perfetta per partire davvero organizzati. Quì si trova la banca (per modo dire, si tratta di un cambio di soldi sotto banco nei negozietti del paese un po’ più ricchi), e si puo’ comprare qualche indumento necessario tipo un cap per ripararsi dal sole (il sole brucia la pelle del viso e quella delle mani con una facilità estrema a quell’altitudine) per cui caps e occhiali da sole saranno davvero utili!

Kargil ha solo un alberghetto molto molto “low profile” che mi sentirei di consigliare: si chiama Hotel Carvan Sarai (Caravan Serraglio insomma). Ha una bella vista sul paesino (e’ in alto sulla collina) e sulle montagne del Pakistan. Il Pakistan infatti si trova a circa una ventina di km da lì.

Dopo Kargil, se volete fare una tappa al di fuori del solito itinerario turistico, vi raccomando Mulbeck. E’ forse il posto che a me e’ piaciuto di più. Il primo paesino di religione buddhista che ho incontrato, il primo tempio buddhista (antichissima la statua di fronte al tempio) che ho visto, i primi canti di monaci che ho udito. Molto emozionante, davvero. E poi la gente e’ di una gentilezza estrema, il “turista” rappresenta una grandissima ricchezza a livello umano. I bambini in particolare mostrano grande interesse nel dialogare, senza chiedere nulla in cambio.

Lamayuru, India

Lamayuru

Lamayuru, uno dei più antichi monasteri del Ladakh

Ci sono un sacco di altri posti dove vale la pena fermarsi: uno di questi, secondo me, e’ Lamayuru. Lì ho incontrato un ciclista tedesco (che si faceva tutte le Himalaya in bici) che mi ha consigliato di fermarmi al Moonland Hotel a Lamayuru… Mai nome di albergo è stato secondo me più azzecato: alla sinistra dell’albergo si vede in lontananza come una cartolina il bellissimo paesino di Lamayuru con il suo tempio mozzafiato, e di fronte all’albergo, invece, si vede una montagna che sembra mostrare una faccia della luna, con piccoli crateri quà e là, di un colore bellissimo che non saprei descrivere… meglio mostrare.

Si puo’ restare a Lamayuru un tempo indefinito, prendetevi tutto il tempo necessario, si tratta di un viaggio così bello! Andate ad ascoltare la “puja” buddhista, nel monastero, mattina e sera. E’ una specie di concerto, un insieme di canti e suoni stupendo! Oppure si possono fare un sacco di passeggiate nei sentierini di montagna lì intorno, e visitare i monasteri più affascinanti, abbarbicati nelle montagne.

Leh, ai piedi dell’Himalaya

Leh e’ il capoluogo della regione. E’ la città più importante, assolutamente da non perdere! A Leh si possono trascorrere giorni bellissimi e spensierati, quì e’ tutto più facile, tra l’altro quì si trova anche la cucina internazionale (per le buone forchette!). Ci si puo’ fermare in tanti localini davvero carini… sale da thé… ristoranti.. Il mio preferito e’ la Pumpernickel German Bakery! Un posto tranquillo, che definirei forse come un forno (anche se si puo’ cenare), dove la specialità sono i dolci, le torte, i biscotti, e il pane. La torta alle mele e’ fantastica, da perdere la testa, e da farvi diventare un habitué del posto! Finivo spesso lì non solo per il peccato di gola ma anche perche’ l’albergo dove dormivo stava proprio di fronte. Si trattava dell’Hotel “Yak Tail”!

Leh, India

Leh

Altra tappa fondamentale e’ il mercato della frutta e della verdura, letteralmente sui marciapiedi della città. Ogni mattina, le donne scendono dalle montagne circostanti e offrono ai passanti le loro prelibatezze: carote, albicocche colte dai loro alberi (minuscole!), cavolfiori e broccoli, verdure di ogni tipo. Sono molto organizzate. Con una sorta di lenzuolo creano un loro banco immaginario e si siedono lì accanto su un cuscino. E aspettano i loro clienti, sgranocchiando un’albicocca e chiacchierando con la loro vicina.

Altro consiglio. date una sbirciatina al mercato tibetano che si trova nel centro città. Non che si trovi chissà quali oggetti antichi, ma e’ coloratissimo, e la gente e’ molto simpatica e loquace.

Leh, India

Leh

Mi sentirei di consigliare di fare base a Leh, di affittare una moto e di vedere bene tutti i dintorni. In un raggio di una trentina di km circa, e’ pieno di siti monastici molto interessanti: Shey, Thiksey, Hemis, e Stok. I “mandala” dipinti sui muri sono meraviglioso ed impressionanti: antichissimi, coloratissimi, estremamente suggestivi! Per non parlare delle varie statue in onore di Buddha. Meglio vederle. La più grande, alta 15 metri, si trova proprio a Thiksey, all’interno di una delle stanze del monastero. E’ una statua che e’ stata benedetta dal Dalai Lama in persona un sacco di tempo fa (negli anni settanta).

Altopiano tibetano, India

Altopiano Tibetano

I laghi e le valli dell’altopiano tibetano

Dopo questi giri esplorativi dei monasteri, vi potreste dirigere in jeep verso i laghi Tso Moriri e Tso Kar, ai confini con il Tibet. Si tratta di una nuova avventura, caratterizzata dall’attraversamento di terre lontane e desertiche, dove ogni tanto con un po’ di fortuna si puo’ incontrare la popolazione nomade e il loro gregge di pecore! Tso Moriri e’ a circa 5000 metri, per cui la notte potreste sentire freddo, anche in estate! Lì a Tso Moriri ci sono solo discutibili guesthouses, oppure la possibilità di dormire in tenda… una nuova avventura!

Un’altra destinazione interessante successiva e’ sicuramente la Kullu Valley, con Old Manali, davvero carina, e Vashisht, più sconosciuta, più tranquilla ma comunque affascinante.

India, altopiano tibetano

India del nord

Siamo nell’Himachal Pradesh, e lo scenario e’ totalmente diverso! non si e’ più in una zona montuosa desertica, bensì in una zona molto verde, conosciuta peraltro in tutta l’India per l’abbondare delle coltivazioni. Ci sono foreste a perdita d’occhio e tantissimi meleti. Il succo di mela spremuto lì per lì e’ una squisitezza! Non perdetevelo!

Tanti sono i posticini dove ci si puo’ fermare: la Parvati Valley, un pochino più a sud, e’ un po’ più defilata, ma forse più bella! A Manikaran ci sono delle stranissime acque e fonti termali, che avvolgono continuamente notte e giorno la città in una nuvola di vapori e fumi.

Calcolate ancora 4 o 5 giorni di viaggio, per lasciare la Parvati Valley e raggiungere nuovamente Delhi. Magari il tragitto in macchina si puo’ fare anche in meno tempo, ma in India i contrattempi sono molto, molto frequenti! Non mi resta che augurarvi di fare un meraviglioso viaggio, anzi, direi più correttamente una meravigliosa avventura!

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  1. Viaggio strepitoso! Io ne ho fatto uno simile una decina di anni fa:

    http://www.dillinger.it/reportage-dallindia-il-nord-e-il-sud-24335.html

    Non ho visto il Kashmir, perchè Srinagar era vietata ai turisti, ma il mio ricordo di Leh è molto diverso dalla Leh che descrivi tu, con tanti negozi e posti dove mangiare: non c’era niente!

    Era il nostro campo base per il trecking più bello della mia vita, una settimana in tenda sull’Himalaya: deserti lunari, con l’ossigeno rarefatto per l’altezza, e poi all’improvviso valli fiorite (tipo la Nubra Valley), dove si piantavano le tende per dormire sul tetto del mondo, sotto un tappeto di stelle… mozzafiato.

  2. Guida Fantastica! Mi hai fatto venire una voglia di quelle regioni pazzesca… Tra un po mi sa che tocca a me :)

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