Vogliamo la banda larga!
Un tempo lo sviluppo di un paese si misurava dalle strade e ferrovie che lo attraversavano. Oggi tutto dipende dalle autostrade invisibili.
Parliamo di banda larga in Italia, e siamo gia’ in ritardo. Solo il 19% degli italiani gode di una connessione a 2MB, contro una media europea del 23%. Se poi parliamo di connessione veloce la situazione peggiora. A giugno 2008 l’Osservatorio Banda Larga ha calcolato che piu’ di 14 milioni di famiglie non hanno una connessione veloce. Di queste, 11 milioni non possiede nemmeno un PC.
Per quando riguarda il digital divide, una volta tanto l’Italia non e’ divisa tra nord e sud, ma a macchia di leopardo. Da una parte i grossi centri urbani informatizzati, dall’altra regioni come Calabria, Basilicata, Abruzzo, Molise, Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige e Val d’Aosta, dove le montagne hanno tenuto alla larga gli investimenti in infrastrutture informatiche.
Secondo il piano Romani questo gap doveva essere abbattuto entro il 2012. A quella data ogni italiano avrebbe dovuto navigare su internet a una velocita’ compresa tra i 2 e i 20 mega. Miracolo!
Finche’ l’incantesimo non si e’ rotto. Pochi giorni fa il vicepresidente del Consiglio Gianni Letta ha dichiarato di dover rivedere le priorita’ economiche del governo in tempo di crisi. Come se la banda larga non fosse una priorita’, e anche una delle piu’ urgenti, per rilanciare la competizione nel nostro paese.
A replicare e’ intervenuto il Ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta, ricordando che “la banda significa 30 mila piccoli cantieri aperti, 60 mila artigiani e piccole imprese in attività». Pronto botta e risposta del Ministro dello Sviluppo Economico Scajola, che ha promesso 800 milioni di investimento per la banda larga stanziati entro l’anno.
Speriamo che sia vero, perche’ senza banda larga la ripresa del nostro paese e’ semplicemente impossibile. Oggi sulla rete si lavora, ci si cura, si fanno conferenze e telefonate gratis, si leggono i giornali e si avviano attivita’ commerciali. Pensate solo a quanto sia penalizzato il settore del turismo nel Belpaese: Roma ha sul web solo 2/3 dei suoi 1.000 hotel.
E pensare che in Finlandia la banda larga e’ diventata un diritto per tutti, anche per i finlandesi che abitano in zone remote.
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ciao. volevo segnalare che anche in italia, partendo da milano, stiamo cercando di mobilitare la gente per ottenere la banda larga e il wifi all’interno del piano regolatore. cechiamo diffusione dell’iniziativa e sostegno. lascio un link per saperne di più e per aderire.
http://ilbaruffi.blogspot.com/2010/01/wifimi-diritto-di-navigare.html
un saluto.
Anonimo ma perchè fai domande delle quali tu per primo conosci benissimo le risposte?…i porno naturalmente!
e che ci fate passare dentro la banda larga?
Internet è un organo di informazione troppo poco “controllabile” perchè “questo governo” possa investirci….infatti si è investito sulla cara vecchia TV…….guarda caso.
non è così semplice, fin tanto che non si risolve la questione proprietaria della rete telecom non ci sarà alcuna banda larga. il mercato non può essere continuamente drogato da investimenti pubblici. attualmente tutti gli investimenti sulle infrastrutture sono a carico di telecom, e tranne fasrtweb, con quel investimento o non investimento, godono o non godono anche i competitor.
allora separazione della rete e poi quotare la società che la detiene
La banda larga… Come è possibile che in Italia anche le cose che non possono che fare bene vengano osteggiate, rese difficili, affossate?
Il mondo è on-line, viaggia on-line e se la tua connessione va più veloce tu vai più veloce. On-line il vecchio detto “chi va sano va lontano” non vale, e lo sappiamo tutti.
al posto di un ponte sullo stretto che non ci sarà mai, vogliamo subito una banda larga che ci faccia arrivare in tutto il mondo