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Eleonora Voltolina e Piercamillo Falasca – Posto fisso o contratto a termine?

di - 20 ottobre 2009

eleonora-voltoninaUna imprenditrice e un assessore, due giovani di talento: Eleonora Voltolina e Piercamillo Falasca. Intervistati da Valeria Manieri, con la partecipazione (in collegamento) di Angela Padrone per Dillinger Radio.

Breve panoramica sui due ospiti:

La prima, Eleonora Voltolina, 31 anni, vive a Milano, laureata in Scienze di Comunicazione a La Sapienza. Ha frequentato la scuola di giornalismo, è giornalista e direttrice della testata http://www.repubblicadeglistagisti.it (prima sottoforma di blog e poi con un sito di successo, per fare stage lavorativi).

Il secondo, Piercamillo Falasca, 29 anni, Assessore alle Finanze del Comune di Sarno, Vice presidente dell’Associazione ”Libertiamo”, ricercatore di economia presso l’Istituto ”Bruno Leoni” e un anno e mezzo fa ha fondato il gruppo Facebook “Io non voglio il posto fisso, voglio guadagnare”. E’ autore di saggi e del libro “Come il federalismo fiscale può salvare il Mezzogiorno”.

Settimana burrascosa per le polemiche e le dichiarazione sia di Tremonti che del premier sul tema del posto fisso.

Il Ministro Tremonti ha dichiarato che il posto fisso è un valore e sembra voler tornare indietro.

  • Piercamillo Falasca:

“Credo che Tremonti sbagli.  Noi dalla politica ci aspettiamo che abbia la capacità di saper riconoscere le innovazioni culturali, sociali, economiche, di promuoverle quando è necessario e di rendere i cambiamenti digeribili. Tremonti fa il contrario [...]“.

  • Angela Padrone:

“D’accordo con Falasca. Penso che la flessibilità sia molto utile in certe circostanze. Ma i vari Sacconi e Tremonti hanno dichiarato che gli ammortizzatori sociali non dobbiamo riformarli perchè in Italia abbiamo già delle tutele che hanno dimostrato di funzionare, anche durante la crisi.

In caso di riduzione di quantità di lavoro, ci sono lavoratori autonomi, collaboratori a progetto che, in questi casi, non potranno accedere a tutele come la cassa integrazione e gli assegni di disoccupazione sono delle “una tantum”. La cosa principale che servirebbe è un sistema di accompagnamento tra un lavoro e un altro attraverso anche la formazione”.

  • Piercamillo Falasca:

“Il problema è la rigidità del sistema degli ammortizzatori sociali [...]“.

  • Eleonora Voltolina:

“Il problema è il vantaggio. Il vantaggio del posto fisso, la sostanziale illicenziabilità, i contributi e la variabile articolo 18. E poi c’è il vantaggio della flessibilità, meno garanzie, ma più soldi, più tempo e più libertà di gestione e di organizzazione del proprio lavoro [...]“.

Per saperne di più sul dibattito sul posto fisso e la flessibilità del contratto a tempo determinato ascoltate la puntata sul canale Dillinger Radio.

A cura di Daniele Urciuolo

Pubblicato da

  1. valeria manieri ( 25 ottobre 2009 alle 23:55)

    grazie daniele! ottimo lavoro;-)

  2. grazie a te, è un piacere ascoltarvi,
    tralaltro questa intervista dovrebbero sentirla in molti, perchè parla di qualcosa che sta molto a cuore a noi laureandi:

    Ma dopo la laurea il mercato del lavoro che ci offrirà?

    contratti a progetto?

    Flessibilità o rigidità?

    Cos’è meglio: posto fisso o a tempo determinato?

    Quali sono i vantaggi e gli svantaggi?

    Ci sono ragazzi ancora molto confusi e non informati.

    Grazie a te e ai tuoi ospiti.

  3. Alessandra Magnaghi ( 26 ottobre 2009 alle 13:25)

    Forza Eleonora!

  4. Laura Sanniola ( 26 ottobre 2009 alle 22:20)

    Ho avuto la possibilità di ascoltare questa intervista in diretta (in auto), mentre tornavo dall’università. Sia Piercamillo che Eleonora hanno toccato temi a noi laureandi e laureati molto vicini. La “chiacchierata” è stata interessantissima e avrei voluto essere lì in studio per condividere anche la mia piccola esperienza. Sono d’accordo soprattutto sul punto in cui asserivano che il principale welfare per noi “bamboccioni”(questo lo aggiungo io) sono le famiglie. Che senza “mamma e papà” non andremmo da nessuna parte.. la cosa è verissima e terribile allo stesso tempo. La stessa Eleonora ammetteva di essere stata aiutata dai genitori, senza i quali non avrebbe fatto molta strada. Però ce l’hanno fatta e oggi, anche se ad un’età maggiore rispetto alla media europea, sono indipendenti e affermati nel campo del lavoro. Auguriamoci lo stesso!

  5. Anna Passagrilli ( 28 ottobre 2009 alle 11:14)

    Io dopo aver lavorato come insegnante di inglese nei licei, essere stata inserita con esami nei ruoli, aver fatto stage all’estero , curato gli scambi culturali con Regno Unito e USA , ho sempre guadagnato lo stesso salario e attirato le gelosie di alcune colleghe che non vedevano di biuon occhio chi si allontanava da una routine del sindacato ( CGL). Andata in pensione con poco ho lavorato negli USA perche’ in Italia e’ impossibile fare altre cose se non nei canali partitici, sindacalesi op di venditori di indulgenze ( i pardoners dei Canterbury Tales) ora e’ la stessa situazione, che cossa si propone di pratico per liberalizzare il paese?
    I miei niposti a Milano cercano di lavorare nel loro Negozio di abbigliamento Surplus in maniera indipendente, ma li tartassano in tutti i modi con tasse, multe per non parlare delle banche italiane,
    associazioni a delinquesre.
    Vorrei comunicare con voi e poter indicare qualcvosa ai miei nipoti.
    Vi ringrazio , i politici non capiscono che andare indietro significa la rovina di tutti specialmente per i giovani che entrano tardi e male nel mondo del lavoro.
    Saluti,
    Anna P.

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