Berlino – Weinerei

di - 11 novembre 2008

weinerei berlinBERLINO: Strano posto… carino! Stracolmo di gente seduta a chiacchierare. Ci sediamo sulle poltrone retrò con persone che non conosciamo e mi spiegano dove sono.

Questa specie di vecchio salotto pieno di gente vicino alla Zionskirchplatz si chiama “Weinerei che altro non vuol dire che vineria. Noi stasera ci siamo venuti a cenare.

Appena entrata ho dovuto buttare un euro in una ciotola e mi hanno dato un bicchiere vuoto. Davanti a me una fila di vini rossi e bianchi tra i quali posso scegliere. Se ho qualche dubbio sull’amabilità o la provenienza dell’uno o dell’altro basta chiedere alla persona che mi ha messo in mano il bicchiere. Non vedo listino prezzi e scelgo un Nero d’Avola (W il patriottismo!) che mi verso.

Aspettiamo con ansia le otto, ora nella quale è pronta la cena e.. DON! Sono le otto! Corsa verso il tavolo appena allestito a buffet perchè nel giro dei prossimi venti, a volte anche dieci minuti sarà di nuovo vuoto e lindo come poco prima.

In questo posto il self-service consiste nel riuscire a riempire il proprio piatto il più possibile per poi riportarselo felici alla propria poltrona. Corro, butto sul piatto il maggior numero di cose possibile e anche qui non vedo prezzi da nessuna parte. Non mi spavento troppo: qui le cose costano quasi la metà rispetto a Roma!

Il menù presenta piatti mai visti, ma buoni. Come ad esempio il pesce al latte.

Pare che possa tornare a riempire il mio bicchiere quante volte desidero ed anche il piatto; sempre se ce la facessi: cosa alquanto difficile, direi possibile soltanto nell’evenienza in cui fuori ci fosse un uragano e quindi la Weinerei non fosse così piena com’è adesso. Così piena da non riuscire a raggiungere quasi il bancone dei vini.

Arrivato il momento di uscire ripassiamo per la ciotola dell’euro ed a questo punto capisco perché in Italia un posto così non esiste o comunque andrebbe fallito: chiunque esca deve lasciare, in base a ciò che ha mangiato e bevuto, un importo pari a quanto personalmente crede sia giusto. 

Chiara Lo Cascio

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  1. Fantastico! Non vedo l’ora di andarci! Manca pochissimo tempo, e presto sarò li! Mitica Chiara che hai scritto un articolo sulla Weinerei,me ne parlava spessissimo Ilaria.

    Mi sembra un’inziativa che in Italia susciterebbe veramente grande scalpore se il proprietario del locale non venisse definito “CORNUTO” :) La vostra corrispondente, ormai ahimè fissa, delle due sicilie.

  2. Giovanni Calvario ( 11 novembre 2008 alle 21:43)

    Fenomenale! Provo ad immaginare cosa il manager di questo locale avrà pensato prima di aprirlo..
    “Se la gente entra gratis, scatta un meccanismo autofrenante per la quale sebbene tutti possano mangiare tutto, in realtà poi non avviene. In primis perchè gratis significa calca, e poi perchè quando non si paga si ha come l’impressione di rubare qualcosa e quindi non si esagera. Anche perchè nessuno vuole sembrare così avido e famelico da andare sei volte al buffet e riempirsi il piatto. Il decoro resta sempre una virtù ben vista.
    All’uscita, invece, scatta il secondo meccanismo inconscio. Di fronte agli occhi del cameriere che sta guardando quanto mettiamo, nessuno vorrà sembrare uno spilorcio alla Paperon de Paperoni. Soprattutto uomini dallo spirito cavalleresco che metteranno biglietti grandi e verdi da cento ammiccando in segno di magnanimità. O vecchi e panciuti intenditori che per un buon nero d’Avola venderebbero una gamba, figurarsi a lasciare venti euro”

    Anche io la venderei. Ed è per questo che a Settembre, quando sono tornato in treno da Avola, avevo sotto il braccio un boccione da 5 litri.
    Rimango però triste del fatto che noi, che l’ospitalità e la generosità ce l’abbiamo nel sangue, dobbiamo sempre guardare sognanti questi paesi stranieri dove l’onestà, la precisione e il rispetto rendo la vita un po più Weinerei..

  3. un’idea bellissima davvero…devo dire che in Europa stanno nascendo tanti tipi diversi di wine bar,pub,stuzzicherie,insomma delle belle idee originali.Questa però sfrutta una strategia che non avevo mai sentito.hai ragione quando dici che in Italia sarebbe già fallito…

  4. Che bei ricordi! Ho avuto i piacere di andare a Berlino più volte, e ho avuto il piacere ancor più grande di andare alla Weinerei, posto fantastico, quasi incantato, dove l’unica cosa richiesta è l’onesta morale. La prima volta che sono andata in un posto così non nascondo che mi è passato per un secondo nella mente di fare la furba, ma d’altronde sembra sia insito nel dna di noi italiani. Lo dico non per gettare critiche e disfattismo su di noi, ma perché un posto così in Italia non sarebbe pensabile, purtroppo questa nostra società ci insegna che i furbi vincono, i furbi vanno avanti e arrivano in alto e solo loro hanno vantaggi, peraltro più che spesso indebiti! Ci tengo a dare quella che è l’impressione che ho ricevuto in questo posto, tutti sono gentili e ospitali, se finisce una bottiglia del tuo vino preferito sono pronti ad aprirne un’altra per allietare la tua serata, si può bere e mangiare quanto si vuole, unico requisito è la velocità se si ha fame, ma comunque le cose suono buone e ci si può riempire un piattone che renda giustizia allo stomaco che brontola. AL momento di andare via, sta a te decider quanto ritieni che sia giusto lasciare, dipende quanto si ha mangiato, quanto si ha bevuto e quanti soldi si hanno in tasca. Non ci sono cartellini con i pressi e non c’è la regola della mancia, tutto è a misura di quello che si può dare, ecco perché l’unico requisito è quello dell’onestà morale. E’ un grande insegnamento, uscita da lì mi sono sentita come se qualche saggio mi avesse svelato un segreto per vivere felici, un posto così esiste, le persone non seguono le leggi della jungla ma si comportano come membri responsabili di una società, grande Weinerei, We love u!

  5. Daniele Urciuolo ( 12 novembre 2008 alle 11:08)

    bellissimo questo posto…
    in Italia ovviamente non lo faranno mai, anche perchè nel progetto “WEINEREI” manca l’idea di “farci i soldi sopra” o di pensare a batter cassa con stratagemmi favorevoli più al proprietario che al cliente…progetto, quest’ultimo, tipicamente italiano…
    Credo che l’idea originaria fosse quella di creare un luogo quasi familiare, con un’atmosfera stile focolare domestico, dove poter condividere
    sapori
    odori
    profumi
    e chiacchierare in assoluta libertà e armonia.
    in Italia, se in un locale non c’è il maxi schermo per la partita della Juventus i clienti “sbroccano” e il bicchiere il più delle volte non è mai vuoto..ahahahah
    Se un Italiano vede una ciotola vuota con degli spiccioli pensa che è per una causa benefica che il più delle volte, almeno in Italia, è una trovata fittizia per intascare denaro e quindi manco la guardano, figurarsi chiedergli di lasciare dei soldi come pagamento dell’aperitivo in relazione a quanto crede obiettivamente che valga…

  6. francesco saitto ( 12 novembre 2008 alle 13:58)

    troppo bello! ci sono stato anch’io recentemente ed è veramente un posto irreale. Si fonda sul principo per cui ciascuna paga in relazione a quanto è stato bene.Lì si fidano che l’aventore sarà onesto in relazione alla sua benessere complessivo di quella sera.
    Forse anche in Italia si potrebbe fare, basterebbe non voler far credere di essere furbi a non pagare quanto dovuto, in qualunque campo.
    Altro posto splendido è il PONG, dove si gioca tutti a ping pong all’americana
    gran bella città, già mi manca.
    un saluto a che sta lì in erasmus

  7. claudia confortini ( 13 novembre 2008 alle 00:35)

    ..e pensare che secondo me ci guadagnano anche!
    Mi sembra una trovata di marketing davvero originale. Se ci pensate quasi tutti quelli che tra noi sono stati a Berlino la conoscono e ci sono stati, con tutto che Berlino non è esattamente un paesino e chissà quante weinerei ci sono!

  8. personalmente in questo posto surreale ci ho trascorso innumerevoli serate con amici e indimenticabili pomeriggi da sola in compagnia di libri e pensieri.
    Questa piccola vineria ad angolo è un posto sicuramente speciale perchè non facilemente si trovano luoghi dove sei tu ad assumerti la responsabilità di pagare quello che ritieni sia giusto per la tua bevuta e o mangiata. Parlando con i camerieri che gestivano il locale, ho scoperto che in realtà non è che guadagnassero così tanto ( perchè vi assicuro che di tirchi e scrocconi ne trovate anche in Germania) ma trattandosi di un esperimento alla fine ben riuscito avevano deciso di continuare a dare fiducia ai clienti habituees.
    mi manca un posto del genere a roma, un luogo in cui si fanno improbabili incontri e accadono situazioni assurde. Forse un posto così non è ripetibile e forse è destinato a scomparire ma perchè chi lo ha vissuto e visitato lascia la sensazione di potersi affidare al prossimo senza la paura che questo ti freghi.

    mi m

  9. Io non conosco questa Weinrei, evidentemente è nata dopo il mio rientro in Italia, ho vissuto a Berlino 27anni, rientrato in Italia nel 1996.
    Posso spiegare perchè funziona in Germania (a Berlino)un’impresa che si orienta sulla serità dei suoi clienti.
    L’Etica tedesca, in questi casi dice, <>.
    Questo è il modo di pensare quando si ha una mentalità ideata al benessere di tutti, iniziando dal mondo politico.
    Qui voglio raccontare un piccolo anedoto: quando nel 1991 una mia compagna, che dopo divenne mia moglie, mi venne a trovare a Berlino, io vivevo nel rione Wimersdorf, andando a passeggio nella Berliner Strasse, vide davanti ad una Drogeria dei cesti pieni di profumi, trucchi, creme ecc., nessuno che sorvegliasse questi cesti, lei mi disse; ma quì non ce nessuno?, non hanno paura?, da noi questi cesti dopo un’ora sarebbero vuoti.
    Questo è secondo mè il motivo percui possa sopravvivere un’idea come la Weinrei.

  10. Io credo che l’esperimento meriti provarlo anche da noi, se qualcuno non inizia dando per scontato che non funzionerà allora sicuramente le cose rimmarranno come sono. L’ Italia ha seguito evoluzioni su evoluzioni diventanto un paese domocatrico e forse per certi versi anche troppo, è vero ci sono incoerenze però è la particolarità del nostro paese. Ora credo che proporre la stessa idea inizialmente potrebbe essere un flop, ma come tutti gli esperimenti, sono convinto che a tentativi si arrivi al risultato Weinerei, e dopotutto chi sono loro e cos’hanno meglio di noi ? la disciplina ? forse, ma quella si acquisisce col tempo ;) Aprirò una vineria e vi terrò al corrente .

  11. e pensa che anche i bar all’università sono tutti gestiti cosi..cioè i prezzi sono esposti, ma tu paghi e ti prendi il tuo resto da solo. io amo berlino!

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