William Turner, il pittore della luce

di - 23 novembre 2009

Fishermen at Sea, 1796, Olio su tela

C’è qualcosa che accomuna ogni artista vero. Qualcosa di profondo, che trapela da un’opera nata dalla coscienza di alcuni uomini, famosi o sconosciuti: la tristezza. Sia chiaro, non ho la conoscenza adatta per poter elevare questa mia impressione a verbo veritiero, quindi mi baso proprio sul messaggio che io percepisco dalla visione delle opere d’arte. Arte vera, e non ideologica come quella di uno squarcio in una tela, l’immagine di una latta di pomodori Campbell o un foglio con stampati caratteri disordinati ed in neretto. Non si può definire artistica ogni cosa che vogliamo (o vogliono) sia tale. Ma forse, il concetto di arte è relativo…

Tra i prodotti umani che io considero arte vi sono le pitture, i quadri. In particolar modo ci sono artisti che suscitano in me sensazioni sublimi, come Caspar Friedrich, Frank Stella, Ivan Ajvazovskij o Victoria Francés. Ma ve n’è uno fra tutti che mi ha colpito, uno di quei pittori meno conosciuti dalle masse ma molto stimato dagli intenditori: era un pittore romantico londinese vissuto a cavallo tra ’700 e ’800, geniale padre dell’impressionismo.

Quest’uomo ha un piccolo spazio nel mio cuore grazie alla sua fedele rappresentazione della realtà: la semplicità con cui Joseph Mallord William Turner ha raccolto la vita davanti ai suoi occhi e concentrata su un’immobile tela o foglio di carta è imparagonabile.

A voi le lacrime, i sorrisi, il silenzio e la tempesta delle vostre solitarie coscienze.

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  1. Chiara Lo Cascio ( 23 novembre 2009 alle 19:16)

    davvero impressionanti le luci. ti impressionano dentro.

    anche se credo, come tu stesso dici all’inizio, che l’arte sia relativa. non totalmente relativa come ormai un po’è il caso, ma una via di mezzo tra obiettività e soggettività.

    quella che tu ritieni arte, è un’arte imitativa, ma non credo che l’arte debba essere necessariamente imitazione della realtà, pensa al surrealismo.
    quell’arte che non è imitazione (tu parli di squarci su tela o lettere in grassetto) non credo sia necessariamente ‘ideologica’.
    quella è solo un’espressione di un’idea.

    l’arte è soprattutto idea.

  2. Matteo Mascolo ( 23 novembre 2009 alle 20:35)

    The painter of the light

  3. Chiara,

    se accostiamo il termine “arte” alla parola “idea” è troppo dispersivo, perché altrimenti tutto sarebbe arte…

    Più che altro l’arte comunica emozioni ed è prodotta con creatività, cose che mancano, a mio avviso, nei tre casi che ho citato. Se io prendo una tela e ci disegno, ad esempio tanti puntini neri sparsi sull’area, non penso proprio che sia arte…

    Anche il surrealismo è imitazione della realtà, perché ogni sogno ha radici in essa. Del surrealismo adoro Joan Miró e anche molte opere di Dalì.

    Forse è vero che i tre esempi che ho citato non siano necessariamente di stampo “ideologico”, eppure sono considerati tali dalla critica (futurismo, pop art, spazialismo).

  4. Chiara Lo Cascio ( 24 novembre 2009 alle 11:51)

    tuscè (scritto in italiano)

  5. Suo affine è Constable, non so se hai mai…
    Io me ne sono innamorato perchè faceva gli ‘Studi di Nubi’. Era un paesaggista e si ritirava in cima alle montagne per fare gli studi di nubi…un genio.

  6. Valerio,

    grande! Anche Constable è suo contemporaneo e le sue pitture fanno sospirare, anche se lui è più romantico rispetto a Turner :)

  7. Bisognerebbe trovargli un altro appellattivo….il pittore della luce per eccellenza è il Caravaggio

  8. Mr.Reds,

    come scritto da Matteo Mascolo nel suo commento, Turner ha il soprannome di “The painter of light”, riconosciuto universalmente, a differenza del Caravaggio che non ha soprannomi (anzi, il soprannome è appunto “Caravaggio”), seppur nelle sue opere vi sia un bagliore illuminante atto a caratterizzare meglio le figure (se non ricordo male l’effetto “tridimensionale” è detto “plasticità”).

  9. Si, il mio non voleva essere un intervento nozionistico

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