Win 4 life: La lotteria del precario
febbraio 8, 2010 in Dossier, Dossier Outsider, Società da Lorenzo Baccin
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‘Spensierati e sistemati’ è lo slogan della lotteria/fenomeno di costume ‘Win for life‘, l’ultimo nato in casa di mamma Sisal. Il concorso, anziché offrire la solita vincita milionaria, mette sul piatto uno ’stipendio’ da quattromila euro al mese per venti anni. Veramente diabolico. Nella settimana del lancio il concorso ha fatto registrare allo stato un guadagno di ben 52 milioni di Euro (2,7 miliardi di € l’anno, per capirci); rivelandosi un successo immediato e generando una febbre da giocata nazionale.
Win for life potrebbe essere definito la ‘lotteria del precario‘, il gioco d’azzardo pensato per quell’ enorme fetta di società che non è interessata a entrare nell’olimpo dei semi dei ultra ricchi, ma è solo alla ricerca disperata di sicurezze.
Le lotterie esistono da millenni (si può trovare la prima testimonianza nell’antico testamento, precisamente nel capitolo 26 del libro dei numeri) ed erano molto popolari ai tempi del declino dell’impero romano, quando gli imperatori, a caccia di liquidità, avevano intuito che le lotterie potevano essere la prima tassa amata dal popolo. La lotteria fà leva sul desiderio fisiologico dell’uomo di arricchirsi immediatamente senza sforzi. Ma Win for life è diverso, non mette sul piatto milioni. Ti fa annusare il concetto di stabilita e sicurezza. Oggi piu preziose dell’acqua nel deserto. Facendo subdolamente leva sull’universo di possibilità generate dal concetto di stipendio: potersi pagare un affitto, andare in vacanza, a cena fuori, e magari poter addirittura accendere un mutuo per comprarsi una casetta di 23 metri quadri!.
L’addizione è semplice: questa tassa nascosta va ovviamente a colpire l’enorme esercito di giovani, disoccupati, stagisti, cocopro, cococo e in generale tutta la classe delle persone schiavizzate e sottopagate. Aggiungendoci pure un bel po di pensionati che magari con un milione e due ce la facevano, ma con seicento euro proprio non ce la fanno ad arrivare alla fine del mese.
Win for life è semplicissimo, assolutamente a prova di idiota, ‘basta’ indovinare i 10 numeri estratti su un totale di venti numeri. Essendo piccolo il paniere di estrazione (20 numeri contro i 90 del lotto) la gente pensa di avere molte chances di vittoria. Errato: c’e una possibilità su oltre tre milioni. Praticamente la stessa che un meteorite vi colpisca mentre leggete questa frase. La semplicità di gioco totale, la facile accesssibilità alla giocata (ventiseimila punti per giocare), e la frequenza del concorso (12 volte al giorno, sette giorni su sette, trecentosessantacinque giorni l’anno) hanno fatto bollare il simpatico Win for life come Droga pesante da diversi psicologi esperti in dipendenza da gioco.
All’inizio c’era il lotto il sabato, poi il super enalotto tre volte a settimana e ora Win for life ben 12 volte al giorno! Se l’aumento delle lotterie è direttamente proporzionale al declino della società (com’è stato per l’impero romano) lascio a voi dedurre la conclusione logica. Io direi di accendere il cervello, e smettere di giocare a queste prese per il culo assurde.
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Penso non sia stata messa in evidenza la caratteristica fondamentale di questo nuovo concorso. In parole semplici, la capacità di generare cassa per lo stato a fronte d’una promessa di pagamento dilazionata in 20 anni.
Il “problema” è nel sistema stesso, più che nei semplici calcoli numerici infatti, prendendo questi ultimi, la vincita potrebbe risultare addirittura “proporzionalmente superiore” a quella del superenalotto.
La proporzione salta laddove il valore della vincita è suscettibile di variazione nel tempo: cambiamento del potere di acquisto della moneta etc.
Insomma, una doppia scommessa; un precario al quadrato.
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Pungente
Magari potessero leggerti tutti quelli che giocano.
Magari potessero leggere : Essendo piccolo il paniere di estrazione (20 numeri contro i 90 del lotto) la gente pensa di avere molte chances di vittoria. Errato: c’e una possibilità su oltre tre milioni.
E ci avrei aggiunto anche una risata diabolica.
Penso sia vergognoso, da parte dello Stato, far leva sulla disperazione altrui per incassare, ancora.
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questa è la dimostrazione che il MEZZO è il MESSAGGIO……….chi gioca è una maggioranza di sognatori che cascano nella trappola della “forma mentis” alla McLuhan (il famoso sociologo esperto di comunicazione). E’ l’imbalordimento del cervello paragonabile all’effetto televisivo che non crea delle novità, non suscita nuove idee, è quindi un mezzo che conforta, consola, conferma ma soprattutto “inchioda” gli spettatori in una stasi fisica (stare per del tempo seduti a guardarla) e mentale (poiché favorisce lo sviluppo di una forma mentis non interattiva). L’attività di promozione delle lotterie statali e le nuove creazioni come win for life creano in certe persone una dipendenza economica e mentale. Lo Stato specula quindi alla grande senza alcun codice etico.
Chi lo capisce è fortunato…..ha vinto una lotteria!
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